CARO direttore, leggo su Repubblica di ieri un altro articolo polemico di Pasquale Belfiore. L'illustre professore, scrittore, editorialista, relatore di tanti convegni, consulente, buon padre di famiglia, nonché ex assessore della giunta Iervolino, oggi come opinionista fa l'ennesima invettiva. Scrive di uso strumentale dei beni culturali, che non posso interloquire con le Istituzioni e che non devo esprimere la mia opinione sui provvedimenti restrittivi posti dalla soprintendenza su piazza del Plebiscito. Ho espresso semplicemente il mio parere, insieme a tantissimi altri, e continuerò a farlo soprattutto sugli argomenti di cui ritengo di avere competenza per farlo. Lo faccio adesso perché quel provvedimento a cui si fa riferimento è dannoso, ed è una limitazione eccessiva che di fatto rende ingestibili eventi di rilievo internazionale, siano essi spettacolari, sportivi, culturali, religiosi, politici, a pagamento o a ingresso libero. Inoltre, nessuno ha mai detto che gli eventi sono una pozione magica per l'economia di questa città né che piazza del Plebiscito sia l'unico luogo preposto per ospitarli. Ma, se siamo tutti d'accordo che il turismo e la cultura sono per Napoli una risorsa non ancora ben sfruttata e quindi uno dei settori in cui c'è possibilità di sviluppo, allora ritengo che gli eventi, soprattutto se internazionali e programmati con anticipo, sono un indiscutibile aiuto, piccolo o grande che sia. Belfiore dice che sono gocce d'acqua che rinfrescano, ma non appagano, io invece credo che acqua in questo terreno, arido come lo abbiamo trovato, stia facendo germogliare qualcosa di buono. Per fare un esempio: Napoli al 5 posto tra le mete preferite in Italia (fonte Tripadvisor); 10,5 incremento flussi turistici a Napoli rispetto al 2011 (Confindustria alberghi). In tempi non tanto lontani, quando vestiva i panni di assessore all'edilizia, Belfiore diceva: «Ho un concetto fascista della tutela del patrimonio»; «il centro? Un ticket per vederlo, i nostri tesori artistici non sono per tutti», «un biglietto per entrare nel centro antico in modo da selezionare almeno in parte il popolo di visitatori» e ancora «ecco quando vedo scendere dalle navi flotte di crocieristi che si dirigono in centro, tremo. Così come quando si portano in giro le scolaresche: meglio che si dirigano altrove, magari nelle aree dei castelli, ma non nel centro» (Paolo Cuozzo, Corriere del Mezzogiorno 9 aprile 09). I sovrintendenti invece scrivono: «Questo uso anomale e indifferenziato degli spazi storici genera confusione soprattutto nelle giovani generazioni, cancella le gerarchie di valori esistenti tra gli spazi urbani, produce e alimenta una diseducazione al rispetto dei beni, e alla comprensione dell'importanza della loro unicità» (31 maggio 2013). Leggendo queste frasi credo che poi chiunque è tenuto a riflettere e titolato a intervenire. -------------- Grazie per il «buon padre di famiglia ». Per me un elogio inedito, da necrologio direi. Davvero grazie. Per il resto, poche (e sentite) parole. può parlare quanto vuole, ma non può polemizzare "a tu per tu" con figure istituzionali perché egli non ha questo ruolo. Dica ciò che ha da dire al fratello Luigi, sindaco e figura istituzionale, affinché riferisca. Confermo la mia concezione un po' fascista dei beni culturali. Nell'intervista citata, giustificavo il termine con le due eccellenti leggi di tutela del 1939 fatte dal fascismo. V'era enfasi ironica nel racconto, ma Cuozzo s'era scordato di segnalarlo. Confermo che sono preoccupato per un uso senza regole di piazze, strade e monumenti. Leggo invece che Claudio de Magistris è preoccupato perché le stesse regole potrebbero recare danno alla gestione degli eventi. Da una parte i monumenti, dall'altro gli spettacoli. Tutta qui la differenza delle nostre rispettive preoccupazioni. (Pasquale Belfiore)
NAPOLI - Gli eventi spettacolari aiutano la nostra città
Pasquale Belfiore, professore, scrittore, editorialista e ex assessore, ha scritto un articolo polemico su Repubblica. Scrive che il provvedimento della soprintendenza che limita gli eventi culturali a piazza del Plebiscito è dannoso e eccessivo. Belfiore sostiene che gli eventi culturali sono un aiuto per lo sviluppo del turismo e della cultura a Napoli, e che la limitazione dei monumenti e delle piazze non è necessaria. Inoltre, Belfiore critica le dichiarazioni di Claudio de Magistris, che sostiene che le stesse regole potrebbero recare danno alla gestione degli eventi.
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