Ha colpito la foto della galleria rinascimentale tra duomo e vescovato abbattuta prima della guerra LUCCA Una foto che ha colpito, suscitando interesse e discussioni. Perché pochi sapevano che piazzale Arrigoni è nato, nel 1938, sulle ceneri di una galleria rinascimentale, come documenta l'immagine pubblicata nei giorni scorsi per "Ricorda Lucca", l'iniziativa de Il Tirreno che mette a confronto la città di ieri e quella di oggi grazie agli scatti dell'Archivio fotografico Fazzi. Fanno discutere quelle ceneri, frutto dell'abbattimento del corridoio ad arcate che collegava l'abside del duomo al palazzo arcivescovile. Una demolizione nata dall'idea di "isolare" la chiesa, rendendo l'area tergale della cattedrale uguale alla piazza dei Miracoli di Pisa, con un grande prato a delimitare l'edificio sacro. Per questo, infatti, furono eliminati anche gli orti e il giardino davanti alla sede del vescovo. Ci si chiede, in particolare, come sia stato possibile distruggere una costruzione cinquecentesca, per di più con il parere favorevole della Soprintendenza ai monumenti che pochi anni prima, invece, si era opposta, seppure inutilmente, allo sventramento dell'intero isolato case e palazzi medievali tra piazza San Giusto, via Beccheria e piazza XX Settembre. Interventi che, con la sensibilità di oggi, fanno inorridire tutti. C'è chi, come l'architetto Giorgio Marchetti, non fa sconti e punta il dito proprio contro il ministero dei beni culturali, a suo giudizio il primo cui imputare la responsabilità dell'intervento in piazzale Arrigoni. Altri inquadrano la scelta come espressione della cultura degli anni Trenta, improntata all'idea del risanamento e della pulizia della città da quelle che venivano considerate superfetazioni edilizie, cioè costruzioni inutili o dannose all'estetica. «Ma fu ritenuto inutile e dannoso si sottolinea anche ciò che invece non era e anzi doveva essere conservato, come parte del patrimonio architettonico cittadino. Alla fine si mise sullo stesso piano la galleria rinascimentale e gli orti del palazzo arcivescovile, che effettivamente avevano bisogno di una sistemata perché c'erano pollai, recinzioni, tettoie non propriamente decorose». La voglia di "isolare" il duomo e di emulare piazza dei Miracoli, peraltro, era nata ben prima degli anni Trenta. Sulla Gazzetta di Lucca del luglio 1909, per esempio, se ne parlava già. Il progetto dell'isolamento era talmente caldeggiato da occupare una pagina e mezzo del settimanale: l'articolo era una lunga invettiva contro la Chiesa che, secondo il giornale, per la sua posizione non chiara aveva portato la Cassa di Risparmio di Lucca a sospendere i finanziamenti elargiti 10mila lire - per l'intervento. Che effettivamente venne accantonato e del quale per diversi anni anche a causa della prima guerra mondiale - non si parlò più. L'idea tornò attuale nel 1932, quando rispuntarono pure i finanziamenti della Cassa di Risparmio che, però, definì prioritario il consolidamento e il restauro del duomo piuttosto della demolizione della galleria di collegamento con il vescovato. Erano gli anni della "Lucca che si rinnova", della cultura della pulizia e del risanamento, con un fiorire di progetti e realizzazioni mirate ad espandere la città, in barba ad ogni idea di tutela architettonica e artistica. Così nel 1938 - prima della seconda guerra mondiale e prima delle leggi Bottai che l'anno successivo introdussero i vincoli ai beni artistici e naturali arrivò l'ultima ora anche per l'antica galleria cinquecentesca. Non si sa, tuttavia, se la Cassa di Risparmio, alla fine, finanziò i lavori.
TOSCANA - Lucca. Piazzale Arrigoni come piazza dei Miracoli
Riassunto in 200 parole:
La foto pubblicata su "Ricorda Lucca" mostra la galleria rinascimentale tra duomo e vescovato abbattuta prima della guerra. La struttura era stata demolita per isolare il duomo e emulare la piazza dei Miracoli di Pisa. La demolizione era stata proposta già nel 1909, ma era stata accantonata a causa della prima guerra mondiale. Nel 1932, la Cassa di Risparmio di Lucca aveva definito prioritario il consolidamento e il restauro del duomo, ma l'idea di demolire la galleria era tornata attuale. Nel 1938, l'ultima volta che la struttura fu demolita, non si sa se la Cassa di Risparmio finanziò i lavori.
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