POZZUOLI. Recentemente è stata pubblicata un'inchiesta del ministero per i Beni e le Attività culturali sui progetti integrati per i Grandi Attrattori culturali della Campania, tra i quali rientrano anche i Campi Flegrei. Su questa inchiesta esprime le sue perplessità il presidente della Fondazione Campi Flegrei Salvo Iavarone. «L'idea non è sbagliata ed anche l'impostazione è accettabile ma purtroppo, come al solito, c'è un solco che separa il dire ed il fare - dichiara Salvo Iavarone - Voglio dire che è corretta la logica per la quale si tende ad immaginare un territorio come integrato, che significa far interagire varie realtà ad esso collegate. Ma poi , tra queste realtà, i primi ad esser tirati in ballo sono gli enti locali che, come emerge chiaramente dall'inchiesta, sono in forte difficoltà e, soprattutto, sono causa di carenze e ritardi. I Campi Flegrei catalizzano la fetta più ampia di risorse, oltre 300 milioni di euro ed allo stato attuale ne risultano spesi solo 7 milioni. Infatti, anche se grazie alle preziose azioni della Soprintendenza rispetto alle opere relative al Castello di Baia ed al progetto Cuma, tale valore salirà ben presto a 60 milioni, ma il gap principale rimangono le infrastrutture, specie quelle riferite ai trasporti. Se vogliamo attirare turisti da tutto il mondo bisogna investire soprattutto sui collegamenti». Ma Iavarone, poi, solleva anche la questione della scarsa ricettività della zona flegrea, dove vi sono ben pochi alberghi e bed and breakfast. «Alberghi ed ostelli non ci sono, ma la colpa è anche dei privati - continua Iavarone - La misura 2.2 del Por Campania per i regimi di aiuto alle imprese che investono nel settore, e specificamente nella piccola ricettività turistica, sono andati quasi deserti. Probabilmente è anche un problema di sommerso. Gli operatori non desiderano aderire allo scopo di non dichiarare le attività. La cultura deve uscire fuori dalla logica del provincialismo. Da dati Istat da poco pubblicati emerge che la Campania risulta ultima tra le Regioni in quanto ad importi erogati a sostegno di attività culturali. Per i Campi Flegrei, dunque, vi è un'unica parola d'ordine: fare sistema!».
Campi Flegrei, patrimonio troppe volte sperperato
Il presidente della Fondazione Campi Flegrei Salvo Iavarone ha espresso le sue perplessità sull'inchiesta del ministero per i Beni e le Attività culturali sui progetti integrati per i Grandi Attrattori culturali della Campania, tra i quali rientrano i Campi Flegrei. Iavarone sostiene che l'idea non è sbagliata, ma che ci sono problemi di implementazione. I Campi Flegrei catalizzano risorse di oltre 300 milioni di euro, ma solo 7 milioni sono stati spesi. Iavarone solleva anche la questione della scarsa ricettività della zona flegrea e della mancanza di investimenti nella piccola ricettività turistica.
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