Ultimato il clamore per l'inaugurazione alla presenza del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, resta il tempo per ammirare una splendida mostra. È quella dal titolo "In nome della legalità", esposizione dei reperti archeologici recuperati dalle forze dell'ordine ed esposti a Palazzo Zacco fino al 2 luglio prossimo. La mostra è stata realizzata grazie al lavoro della Soprintendenza di Ragusa, in collaborazione con il Museo archeologico terracqueo di Camarina e il museo interdisciplinare di Ragusa. Una raccolta che presenta il materiale artistico sequestrato da polizia, carabinieri e guardia di finanza. Reperti dal valore a volte inestimabile e, dunque, di non facile fruizione per il comune visitatore. Dunque da non perdere, tra i reperti selezionati dalla mostra, i vasi finora depositati al museo archeologico ibleo, provenienti dall'avamposto indigeno di Monte Casasia, luogo poco distante da Monterosso Almo. Sito che ha rivelato presenze e testimonianze artistiche risalenti anche al Quarto o Quinto secolo avanti Cristo. Sempre dalla metà del Quarto secolo riaffiora tra le teche di palazzo Zacco una "pelike" apula attribuita all'officina del pittore di Varrese, da poco recuperata dalle forze dell'ordine. Un reperto che appare interessante nella sua volontà di rappresentare scene che riguardano la vita ultraterrena, così come immaginata dai nostri lontanissimi avi. Ad un sequestro effettuato in area gelese appartengono una serie di così detti lekythoi antichi, tutti di piccole dimensioni, decorate in nero e databili tra le fine del Sesto e gli inzii del Quinto secolo avanti Cristo. Dal medesimo sequestro, è possibile oggi ammirare la serie di statuette di offerenti, ed un piccolo lotto di oggetti in bronzo. Non mancano, per gli appassionati, le monete antiche, vero oggetto di culto anche per i predatori illegali di siti archeologici. Degni do nota anche sette piccoli nominali in oro assegnabili all'epoca normanna. Fra i vari oggetti in esposizione risalta l'armamentario della fanteria e degli arcieri degli eserciti antichi. Punte di freccia e, soprattutto, i micidiali proiettili da fionda di piombo, uno dei quali ornato da un ideogramma che forse indica una legione di appartenenza. Insomma una esposizione dal valore universale e che non può che lasciare ammirati. Per il valore intrinseco alle opere d'arte ed alle testimonianze di epoche lontane. Ma anche per il fatto che tutto questo materiale sarebbe oggi privilegio di pochi malfattori, magari appartenenti a settori della malavita organizzata, se non fosse stato per l'alacre lavoro delle forze dell'ordine. Poliziotti, finanzieri e carabinieri che ogni giorno si impegnano anche in questi lavori di recupero. Per l'intera durata della mostra il museo osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al sabato dalle 9,30 alle 12, 30 e dalle 15,30 alle 18,30 con ingresso libero. A. L. M. 04062013