Nasce nella settecentesca Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, il terzo polo del restauro italiano, dopo l'istituto centrale di Roma e l' opificio delle Pietre Dure di Firenze. La firma dell'atto costitutivo è stata posta ieri da Giuliano Urbani, ministro dei Beni Culturali, uno degli enti fondatori del centro per la conservazione e il restauro "La Venaria Reale". «Il centro - ha sottolineato Urbani - è una iniziativa di grandi potenzialità, perché il restauro è una delle attività in cui l'Italia è leader nel mondo. Lo ha riconosciuto di recente l' Unesco, affidandoci il ruolo di coordinamento di tutti gli interventi nelle aree colpite da guerre e disastri naturali. E' un primato - ha detto ancora Urbani - che non è solo motivo di prestigio, ma anche ragione di convenienza economica». Il centro del restauro di Venaria, per cui sono stati spesi circa 15 milioni di euro, è la prima tappa del recupero completo dell' imponente complesso della Reggia, iniziato nel 1998 e per il quale saranno investiti 200 milioni di euro. Il polo del restauro è stato realizzato all' interno delle antiche scuderie e del maneggio, restaurate e allestite con strutture di architettura contemporanea. Sorge su un' area di 8 mila metri quadri complessivi, suddivisi tra 15 aule didattiche, 8 laboratori di restauro, 7 aule storiche e sarà sede del primo corso dì laurea in Scienze del Restauro, che potrebbe già partire nell' autunno prossimo. L'attività del centro, invece, dovrebbe iniziare già all' inizio dell' estate. L'intero complesso del centro di restauro è gestito da una fondazione di cui fanno parte, oltre al ministero per i Beni Culturali e la Regione Piemonte, l' Università di Torino, la Fondazione per 1' arte della Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt. «Si è conclusa la prima tappa - ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo - è la dimostrazione che il recupero della Reggia era una sfida possibile e vincente. Con il restauro completo di Venaria Reale il circuito delle Regge Sabaude diventerà all' altezza dei Castelli della Loira, anzi ancora più attraente». Per il centro del restauro la Regione ha investito oltre 13 milioni di euro per il recupero delle scuderie e del maneggio e altri 400 mila, ottenuti dal ministro dell' Economia, sono stati spesi per l' acquisto delle attrezzature e degli arredi destinati al centro. Inoltre la Regione ha acquistato, per 500 mila euro, 1' ex galoppatoio la Marmora ristrutturato e ospiterà il laboratorio delle pietre e dei metalli.