Milazzo e Gucciardi si oppongono al progetto che prevede 48 aerogeneratori nei fondali Petrosino. Si allarga il fronte del «no» al mega parco eolico che un'azienda operante nel settore delle energie alternative intende realizzare nel tratto di mare tra Biscione e Capo Feto. Ben 48 pale che emergerebbero dal mare per circa 150 metri d'altezza, ad appena due miglia dalla costa. Dopo il recente «no» del sindaco Gaspare Giacalone («Significa mettere una vera e propria barriera su tutto il nostro tratto di mare con ripercussioni gravissime sia di natura ambientali che economiche»), adesso sono arrivati anche quelli dei deputati regionali del Pd Antonella Milazzo e Baldo Gucciardi. «Il progetto di costruzione di un parco eolico nelle acque antistanti il comune di Petrosino - afferma la Milazzo - non apporterebbe alcun beneficio alla comunità e al territorio. Concordo, quindi, con Gaspare Giacalone, contrario all'installazione di 48 aerogeneratori in un area la cui bellezza dei fondali è conosciuta da tutti gli esperti di diving e pesca sportiva. Tuttavia - aggiunge il rappresentante marsalese all'Ars - la diffusione dell'eolico off shore, come affermato in alcuni casi da Legambiente, è importante per avviare la strada verso una concreta e corretta green economy, per ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili e per tagliare le emissioni nocive che provocano il riscaldamento globale e tutte le conseguenze legate ai cambiamenti climatici. Per questo - conclude - ritengo che bisogna portare avanti quei progetti che siano veramente innovativi e che prevedano la costruzione di parchi eolici lontani dalla costa, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio». Per Gucciardi, è «necessario valutare i benefici o i possibili danni per l'ambiente». Soprattutto in considerazione del fatto che le pale eoliche dovrebbero essere poste di fronte a una «costa incontaminata», poggiando su «fondali di rara bellezza». In ogni caso, il mega-impianto «non porterebbe alcun vantaggio al territorio limitrofo». Un punto sul quale, ieri, è intervenuto anche l'assessore comunale alle Attività produttive Luca Badalucco, chiedendosi «a chi vanno in tasca i profitti di questi impianti?» e «cosa ci guadagna la comunità locale da questi mega progetti?». Domande, continua Badalucco, a cui «non si ha nessuna risposta». «Perché - conclude l'amministratore locale - dobbiamo sacrificare la bellezza paesaggistica del nostro specchio di mare per far fare profitti a gruppi stranieri?». Antonio Pizzo 04062013