OCCASIONE DI CRESCITA PER IL TURISMO La valorizzazione del parco archeologico delle Aci ... Nella attuale situazione nebulosa e incerta che sta vedendo la soppressione di alcuni dei parchi archeologici etnei, avvenuta con decreto regionale lo scorso 29 aprile con conseguenti prese di posizione levatesi da più parti soprattutto dalla società civile, arriva adesso per l'area archeologica di Santa Venera al Pozzo, estesa circa nove ettari, una opportunità rilevante derivante dalla aggiudicazione di un cospicuo appalto. Sotto l'egida dell'Urega di Catania, sono infatti stati assegnati i lavori indetti dal Dipartimento regionale del Beni culturali, servizio parco archeologico e paesaggistico Valle dell'Aci e delle aree archeologiche del comprensorio acese, relativi ad un finanziamento Po Fers Sicilia 2007 - 2013, finalizzato alla "valorizzazione e fruizione soprattutto dell'area archeologica di Santa Venera al Pozzo", ricadente nel comune di Aci Catena. La somma a disposizione, derivante da un finanziamento dell'Unione europea, ammonta a 1 milione 560 mila euro di cui 1 milione 305 mila 878 euro par lavori soggetti a ribasso d'asta, 51 mila 636 euro invece destinati ad oneri per garantire la sicurezza nel cantiere che si andrà ad approntare e 202 mila 485 euro per lavori in economia non soggetti a ribasso. Un budget quindi di tutto rispetto, basti solo dire che finora la Regione garantiva a questo sito delle Aci contributi annui per circa 3 mila euro. Se non vi saranno intoppi e ricorsi, presto così si passerà alla fase operativa che in questo difficile momento per il parco archeologico delle Aci, costituirà di certo un ottimo stimolo per lo sviluppo non solo dell'area ma anche per i territori che vi gravitano cioè Aci Catena ed Acireale, potendo fungere da volano come ulteriore richiamo turistico. Il progetto volto a migliorare la fruibilità dei luoghi, prevede la realizzazione di un teatro in pietra per possibili spettacolo estivi , il restauro di alcune strutture archeologiche, la sistemazione dei percorsi esistenti ed ancora la manutenzione degli spazi aperti; non mancherà inoltre la realizzazione di un museo virtuale nonché poi di un piccolo museo dei mulini ad acqua che nell'area acese, territorio di Capomulini, risalgono all'epoca romana, con alcune canalizzazioni tuttora visibili. 217 mila euro saranno anche destinati alla esecuzione di scavi archeologici. Sono state centoquattro le imprese partecipanti alla gara, con tre di esse che non sono state ammesse in fase preliminare non avendo qualche requisito previsto dal bando. I lavori, da svolgere nell'arco di un anno, sono stati assegnati ad una impresa di Agrigento che ha offerto un ribasso pari a 28,984 millesimi, per cui l'ammontare della somma a disposizione ammonta a 972 mila 376 euro. Come prevedono le normative vigenti è stata pure individuata l'impresa seconda classificata che ha sede a Sant'Agata Li Battiati. 04062013