E' in corso, all'ombra delle larghe intese, una guerra tra ambientalisti su una questione molto seria: il consumo di suolo, la cementificazione del Bel Paese. Oggetto del contendere, una proposta di Legge (la Ac70), presentata da ambientalisti insospettabili: Ermete Realacci del Pd, l'ex ministro Catania, che aveva varato sul tema una delle migliori proposte del governo Monti (purtroppo non approvata), Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali ed ex presidente del Fai. Salvatore Settis su Repubblica ha definito questo progetto sul consumo di suolo e riqualificazione urbana un "patto scellerato tra guardie e ladri del territorio", l'ennesima "svendita" del suolo italiano, già fortemente deturpato alle ragioni "forti" dei cementificatori di ogni colore, perché ripropone in salsa ambientalista e sotto mentite spoglie un vecchio progetto Pdl del ministro Lupi a suo tempo ritirato tra le proteste generali. Molti altri insospettabili ambientalisti dissentono da Settis. Si tratta di una materia con numerosi aspetti "tecnici" e molto complessa. Non saprei chi abbia ragione e chi torto, so di certo che tutti coloro che ho citato (Lupi escluso, senza nessuna offesa per il Ministro) sono ambientalisti senza macchia e senza paura. E so anche che in Italia c'è stata una devastante ed ingiustificata cementificazione negli ultimi cinquant'anni, colpa dei partiti di ogni colore. Potreste, gentilissimi signori ambientalisti, spiegare a tutti noi "profani", come se parlaste ad un bambino di 3 anni, una cosa semplice. Come si può salvare il suolo italiano dall'ennesimo scempio è una priorità fondamentale, a dispetto di un Paese purtroppo colpevolmente distratto sull'argomento?