Un nuovo scandalo colpisce la residenza borbonica di Caserta: i carabinieri, che hanno eseguito 23 arresti, hanno individuato e smantellato cinque piazze di spaccio nei giardini ad est della Reggia. Le telefonate in codice per procurarsi lo stupefacente Non basta il suk di centinaia di venditori ambulanti senza licenza davanti alla Reggia di Caserta, al quale ha potuto assistere anche il ministro della Cultura Massimo Bray, che proprio domenica ha effettuato un giro a sorpresa in bicicletta nella residenza, postando le sue impressioni su Twitter. Non basta la fatiscenza della meravigliosa dimora borbonica, che richiederebbe massicce opere di resuauro. Adesso si scopre che nei giardini accanto alla Reggia si spaccia anche la droga. Ed è un nuovo colpo per questo gioiello patrimonio dell'umanità. I carabinieri di Caserta hanno eseguito 23 arresti (19 in carcere e 4 ai domiciliari) nei confronti di altrettante persone accusate di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Individuate e smantellate cinque piazze di spaccio addirittura nei giardini ad est della Reggia e altre quattro in altrettanti rioni della città. Durante le indagini arrestate altre 21 persone (in flagranza di reato) mentre 9 sono state invece sottoposte a fermo. Sequestrati 15 kg di droga. Ancora un allarme dunque per il palazzo reale, già circondato da un gigantesco mercato illegale di ambulanti, e immerso in un degrado denunciato sempre domenica dal critico Daverio. Appena ieri il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio aveva polemizzato con il ministro Bray: "Immagino che la sua visita abbia avuto un carattere ispettivo e mi auguro pertanto che voglia convocarmi al più presto al ministero per i Beni culturali come gli ho richiesto, per discutere con urgenza delle problematiche relative alla situazione della Reggia e delle richieste da tempo avanzate a nome della città alla direzione regionale e alla Soprintendenza. Il ministro avrà potuto verificare con i suoi occhi quanto io stesso, quasi quotidianamente, a piedi e in bicicletta ho potuto finora constatare. Sarà pertanto sicuramente più efficace il confronto urgente da me richiesto". Tra i reati contestati agli arrestati, oltre alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, anche i furti in abitazione. L'indagine abbraccia il periodo tra settembre 2011 e giugno dello scorso anno, e si avvale di intercettazioni, pedinamenti e riscontri di polizia giudiziaria, cominciati dopo un furto in un appartamento di Caserta. L'approvvigionamento di hashish, cocaina e marijuana da parte della banda avveniva a Maddaloni e nell'hinterland napoletano. A rifornire 4 piazze di spaccio, donne attive anche durante la gravidanza. Le piazze redditizie erano quelle del "Parco Cerasole", nel "Parco Falcone", nel "Rione Cappiello" e nel "Bronx", ma anche nei giardini denominati Flora nei pressi della Reggia. Al telefono e tra di loro i componenti della banda e i clienti parlavano di "prendersi un caffè", "desiderare una pizza a domicilio" o "un barattolo di nutella".