PRATO Area del vecchio ospedale: a un passo dalla chiusura delle trattative tra Comune, Regione e Provincia avviate da molti mesi. I numeri sono sul tavolo e come era nelle aspettative, riguardano il cambio di destinazione d'uso dell'area da sanitario a residenziale-commerciale. Però alcune novità ci sono. La prima riguarda il "quanto", ovvero quanto la Regione voglia guadagnare dalla trasformazione dell'area che prevede l'abbattimento del Misericordia e Dolce: 20 milioni invece dei 43 pattuiti con la scorsa amministrazione che andranno a coprire parte delle spese di edificazione del complesso di Galciana che verrà inaugurato a fine settembre (mondiali di ciclismo permettendo). I volumi sono stati definiti: gli edifici del Misericordia e Dolce occupano 29mila 400 metri quadrati. Nella nuova edificazione indicata dalla Regione i volumi alano nettamente: 18mila metri quadrai tra residenziale e commerciale. Gli edifici nasceranno proprio dove oggi sorge il complesso ospedaliero, alle spalle del Cicognini e di fronte alle vecchie mura. Si tratta di tre edifici: uno rettangolare con una sorta di cortile interno, gli altri due, collocati davanti (lato mura antiche e attuale ingresso dell'area) formeranno due elle. Lì nasceranno case (tante circa 200 e una parte di commerciale). La bozza di accordo che deve ancora essere messa a punto prevede anche una porzione di verde: dalle nuove case fino alle mura antiche, il progetto della Regione prevede una striscia verde di poco più di 10mila metri che si congiunge ai giardini di Sant'Orsola (altri tremila). E non basta ancora, se il patto sull'area del vecchio ospedale verrà chiuso, il Comune diventerà proprietario di una porzione dell'area in trasformazione (oggi di proprietà dell'Asl). Si tratta di una porzione di terreno di 9mila metri quadrati collocata di fianco alla palazzina degli infettivi (trasformata nella struttura per cure intermedie) sulla quale sorgono tre edifici non tutelati dalla Soprintendenza e che quindi potranno essere abbattuti come i corpi dell'ospedale. Questo il progetto sul quale il confronto è ancora aperto e che nel corso della trattativa ha visto via via diminuire, anche si di poco, i volumi edificabili. Nella prima ipotesi - contenuta nelle osservazioni che la Regione inviò al Piano strutturale del Comune - erano 18mila i metri quadrati relativi al residenziale e altri 5mila quelli destinati al commerciale. In totale dunque 23mila metri quadrati di nuova edificazione.