Da Roma è sbarcata al Met di New York, dove resterà fino al 15 luglio, la splendida scultura del IV secolo a.C. esposta per l'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti L'OPERA CHE PROVIENE DAL MUSEO NAZIONALE ROMANO DIVENTA GRAZIE ALL'ENI AMBASCIATRICE DEL NOSTRO PAESE L'EVENTO E' uno tra i pochissimi bronzi originali greci che ci sono stati tramandati dall'antichità: una statua verosimilmente trasportata nell'Urbe dai Romani durante le loro conquiste. E' assai grande, integra e perfetta; piena di particolari e di dettagli; perfino di un verismo insospettato. Il "Pugile a riposo" è stato trovato nel 1885, sotto il Quirinale dove è oggi la via Quattro Novembre, negli scavi per erigere il Teatro Drammatico nazionale, chiuso nel 1929 e sostituito nel 1934 dall'attuale palazzo dell'Inail. Forse occultato, era nelle Terme di Costantino, sorte nel 315. d.C, sotto il convento di San Silvestro. Tentando di attribuirlo, si sono invocati Lisippo (e sarebbe l'unica sua scultura giunta a noi) e del fratello Lisistrato; ma forse, è di un altro della loro cerchia, e comunque del IV secolo a.C.. Al ritrovamento, c'era anche l'archeologo Antonio Lanciani; scriveva: «Sono stato presente, nella mia lunga carriera, a molte scoperte; ho talvolta e per lo più incontrato capolavori reali, ma non ho mai provato un'impressione straordinaria simile a quella creata dalla vista di questo magnifico esemplare d'un atleta semi-barbaro uscente dal terreno come si svegliasse da un lungo sonno dopo i suoi valorosi combattimenti». Ora, l'atleta semi-barbaro, che è al Museo nazionale romano, ha varcato l'Oceano: da ieri al 15 luglio, grazie all'Eni, è l'ospite di onore dell'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti, al Metropolitan a New York: esposto nel massimo museo al mondo, come (si dice così, no?) un autentico ambasciatore del nostro paese. CICATRICI La scultura del pugile seduto, alta un metro e 30, più del vero, con la testa barbuta che guarda a destra, fusa nel sistema della cera persa, è realizzata in più sezioni. A freddo, sono stati rifiniti unghie, barba e capelli, i peli di petto e pube, incisi a bulino, con un'attenzione minuta alle finezze. Ma ancor più sorprendente è che, grazie all'applicazione di parti in rame, si legga ancora sotto l'occhio un ematoma; e le labbra lascino capire come egli avesse perduto i denti. Il povero pugile spossato non udiva più: orecchie gonfie per i colpi ricevuti; fronte, guance e orecchie colavano gocce di sangue su braccio e gamba; si è voltato a destra, e non sappiamo perché. Tanto verismo non era comune: un capolavoro già per questo. Si ispira a due Eracle di Lisippo: il vincitore è un eroe, un semidio. E' nudo: solo i guantoni, che mostrano le articolazioni, e un sospensorio. Non è più giovane: se ne intuiscono le lunghe battaglie. Piedi e guantoni sono lucidi: il simulacro era forse venerato, sfiorandolo con le mani. Gli esami hanno trovato, dentro la testa, i ganci per reggere gli occhi, perduti, chissà se in pietra preziosa o pasta vitrea. Accanto a lui si possono collocare solo i Bronzi di Riace, il Discobolo Lancellotti, i Cavalli di Pergola, la Niobide degli Horti Sallustiani, l'Augusto imperatore e, s'intende, il Laocoonte; ma pochissimo altro ancora. APOLLONIO Per lungo tempo lo si è attribuito ad Apollonio, figlio di Nestore e autore del Torso del Belvedere, mal interpretando una ipotizzata dicitura su un guanto: è stata Margherita Guarducci, nel 1960, a rimettere le cose a posto. Lo hanno trovato accanto al Principe ellenistico: un altro tesoro del Museo nazionale romano, il bronzo di un giovane in posa eroica, appoggiato ad un asta che regge in mano, che evoca un altro modello (Alessandro) di Lisippo stesso. Ma le due sculture non hanno nulla a che spartire tra loro. E quella del Pugile seduto non ha alcun emulo: è un «hapax», unico assoluto. L'uso di metalli diversi garantisce una policromia. Era una statua famosa, è stata copiata: una riproduzione in pasta vitrea del I d.C è a Gottinga. Non si sa chi sia: c'è chi ipotizza perfino un pugile tarantino, città che ha vinto nove volte ad Olimpia (ma 20 Crotone e 13 Siracusa). IL VERISMO Per Paolo Moreno, la testa è voltata perche il pugile, sordo, cerca, leggendo le labbra dei giudici, d'interpretare il verdetto. Ricorda un passo di Plinio: Lisippo «cominciò a rendere somiglianti i ritratti, che prima cercavano di fare quanto più belli possibile». E la possibile appartenenza a Lisistrato ha un fondamento nel realismo dei suoi ritratti, realizzati grazie a maschere di gesso. Il Pugile, volato a Francoforte in primavera, a New York è stato osannato: per la prima volta è negli Usa, e l'esposizione al Metropolitan costituisce un sicuro evento di grande richiamo. Fabio Isman Domenica 02 Giugno 2013 Chiudi Oltre 200 appuntamenti in 50 città americane L'anno della Cultura italiana negli Usa prevede oltre 200 manifestazioni culturali in 50 città americane e in più di 80 istituzioni ed organizzazioni. L'esposizione al Met del Pugile è sicuramente una delle più importanti, mentre al Getty, nel quadro degli accordi culturali stipulati dopo le ingenti restituzioni di oggetti scavati clandestinamente, fino al 19 agosto si svolge un'importante esposizione di archeologia dalla Sicilia, "Arte e invenzione tra Grecia e Roma", 145 oggetti tra cui l'Auriga di Mozia. L'evento di New York è possibile per la sponsorizzazione di Eni, che già assicura importanti mostre annuali, ad esempio a Milano, anche con accordi di partnership con il Louvre; e a Roma, tra l'altro, ha contribuito a quella sul Cubismo al Vittoriano. L'amministrato delegato Paolo Scaroni spiega: «Per noi cultura significa "relazione"; siamo legati a filo doppio agli Stati Uniti». La statua greca arrivata a Roma è esposta al primo piano, nella sala più importante dedicata alle antichità di Atene e dell'Urbe, la "Mary and Michael Jaharis Gallery": vicino al Guerriero ferito, al bronzo del Lanciatore del disco, a dieci rilievi marmorei dei Misteri Eleusini. F.I.
Il Pugile a stelle e strisce
La scultura del pugile seduto, alta un metro e 30, è stata esposta al Metropolitan Museum of Art di New York per l'Anno della cultura italiana negli Stati Uniti. È un bronzo del IV secolo a.C. e rappresenta un atleta semi-barbaro che sembra aver appena finito di combattere. La scultura è stata trovata nel 1885 sotto il Quirinale a Roma, dove era stata sepolta. È stata attribuita a Lisippo, ma la sua autenticità è ancora oggetto di dibattito. La scultura è stata restaurata e rifinita con dettagli come le unghie, la barba e i capelli. È stata esposta al Metropolitan Museum of Art per la prima volta, e l'esposizione è stata sponsorizzata dall'Eni.
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