D'Angelo e Avitabile: "Triste mettere limiti agli show" «IDEA triste». «Scelta sproporzionata ». «Discutibile». Tutti i musicisti contro il soprintendente Giorgio Cozzolino. A pochi giorni dal decreto che limita l'utilizzo di piazza Plebiscito (e le polemiche dopo il concerto di Springsteen) ad appena 12 mila metri quadri in occasione di eventi musicali, sportivi e religiosi, Enzo Avitabile, Nino D'Angelo, Eugenio Bennato, e il comico Alessandro Siani esprimono il loro rammarico. «Piazza Plebiscito è un luogo privilegiato, storico e carismatico spiega il cantautore Enzo Avitabile Ritengo discutibile la scelta del soprintendente, pur rispettando il suo delicato ruolo di funzionario. In quella piazza ho suonato al Capodanno 2008: il concetto era "Amare le differenze" e sposava l'installazione di Pistoletto. Sul palco affianco a me c'erano Khaled e Goran Bregovic e fu il segno di una fratellanza creativa. Non poteva accadere altrove se non in quella locationsimbolo. Non entro nel merito del decreto. Allo stesso tempo mi domando: se i bambini decidessero di organizzare un grande festival per l'infanzia, avrebbero spazio a sufficienza per la loro festa e per i loro genitori? Il Plebiscito è di tutti, non solo delle rockstar. Credo che questa scelta limiti la fruizione ai cittadini napoletani stessi. Inoltre si priva la città di eventi culturali». Sconfortato è Eugenio Bennato, in tour a Tangeri, Marocco: «Immagino che Cozzolino avrà le sue ragioni per un simile provvedimento ma lo trovo sproporzionato. Un anno fa ho suonato con mio fratello Edoardo per il Capodanno. Quella notte ho capito che i monumenti non corrono alcun pericolo. È facile proteggere la Basilica e Palazzo Reale. Così non vedo il motivo per una decisione così drastica. Piazza Plebiscito oggi è una cattedrale nel deserto. Vuota. Io la riempirei di concerti e di bancarelle e tavoli dove poter leggere. Il selciato deve vivere del respiro del popolo e dei passi delle persone». Da Boston, dov'è in tour, il commento malinconico di Nino D'Angelo: «Al Plebiscito ho suonato al Capodanno '96. Curai quello del 2003 e cantai per la "Piedigrotta 2008". Sapere che a Napoli non si potrà fare quel che avviene normalmente a Venezia, Firenze, Roma, è spiacevole. Napoli è una città dal fascino mondiale e deve accogliere eventi di valore mondiale. È una capitale della musica e non può restare muta. I concerti ormai sono un rito e le città senza eventi diventano tristi». Gioca con l'ironia, invece, il comico Alessandro Siani: «Due anni fa, a San Gennaro, regalai a napoletani e turisti uno show gratuito. Per me fu un'emozione impagabile, specie per la serenità data al pubblico, che si ritrovava insieme. È questo il senso della piazza: vivere un'esperienza collettiva in un momento di gravi difficoltà storico- economiche. Senza piazza, e con l'indisponibilità dello stadio San Paolo, servirebbe un'alternativa però. Io modestamente proporrei una buca in via Marina: è così larga che può contenere 90 mila spettatori».
CAMPANIA - Artisti contro il soprintendente "Piazza Plebiscito è di tutti"
Il cantautore Enzo Avitabile, il musicista Nino D'Angelo, il cantautore Eugenio Bennato e il comico Alessandro Siani hanno espresso il loro rammarico per il decreto del soprintendente Giorgio Cozzolino che limita l'utilizzo di piazza Plebiscito ad appena 12 mila metri quadri in occasione di eventi musicali, sportivi e religiosi. Avitabile e Bennato ritengono la scelta discutibile e sproporzionata, mentre D'Angelo si chiede se i bambini avrebbero spazio a sufficienza per la loro festa. Siani propone una buca in via Marina come alternativa.
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