«Uno spreco inaccettabile che non possiamo proprio permetterci»: il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ieri non ha usato mezze parole di fronte a una platea di imprenditori del settore turistico per raccontare cosa significherebbe oggi non sfruttare a pieno le potenzialità del nostro patrimonio per rilanciare il turismo e dunque crescita e Pil. Un patrimonio che non è solo paesaggistico o strettamente culturale, ma possiede tante altre possibili offerte a cominciare da quelle enogastronomiche che dovrebbero essere colte dai territori per intercettare un turista sempre più informato ed esigente. Del resto le potenzialità inespresse sono tante, ma come ha ricordato lo stesso Squinzi, l'Italia deve trasformare il turismo in una «questione nazionale» con un «progetto industriale» che includa interventi su diverse aree: dalle infrastrutture ai trasporti, dalla burocrazia al degrado del territorio e dei beni culturali. Perché se c'è un mercato che non vive crisi quello è il turismo che l'anno scorso, nonostante i tanti segni meno che hanno costellato le economie di mezzo mondo, è continuato a crescere con ritmi da Brics (4) muovendo la bellezza di 1.035 miliardi di dollari. E così continuerà a farlo quest'anno e nei prossimi anni. A fine 2012 l'Unwto l'organizzazione mondiale del turismo ha festeggiato la partenza del miliardesimo turista: simbolicamente è stata scelta una viaggiatrice inglese atterrata in Spagna a Madrid. Ecco: quando si arriverà a 2 miliardi di turisti nel mondo (l'Unwto lo stima intorno al 2030) sarebbe bello immaginarlo in arrivo in una località italiana.
ITALIA-Turismo, una leva per lo sviluppo
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha sottolineato l'importanza di sfruttare al meglio le potenzialità del patrimonio italiano per rilanciare il turismo e la crescita economica. Il turismo è un mercato in crescita, che nel 2022 ha continuato a crescere nonostante le crisi economiche in altri paesi. L'Unwto prevede che il numero di turisti raggiunga 2 miliardi entro il 2030. Squinzi ha richiesto l'intervento di un progetto industriale nazionale per trasformare il turismo in una priorità nazionale, includendo interventi su infrastrutture, trasporti, burocrazia e degrado del territorio.
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