Sono circa 470 i titoli dei cataloghi per mostre d'arte che vengono stampati ogni anno in Italia. Il prezzo medio di copertina oscilla trai 30 e i 50 euro a catalogo e ogni titolo conta su circa 2.800 copie di tiratura media. Il che vuoi dire che il gira d'affari dei cataloghi per mostre d'arte può essere stimato in poco più di 50 milioni di euro l'anno. Un solo visitatore su 25 di mostre, mediamente, compra un catalogo. Degli oltre 160 editori che stampano libri d'arte d'ogni tipo in ogni angolo d'Italia (tanti gli editori locali), una decina sono quelli che occupano uno spazio significativo nell'esclusivo mercato dei cataloghi e di questi i primi sei sfiorano il 90 del mercato italiano: Skira, fondata da Albert Skira nel 1928 a Losanna, oggi del Gruppo svizzero e partecipata al 24 da Rcs, è il maggior player con 25 milioni di euro di fatturato 2004, di cui circa il 60 da cataloghi con annessi e connessi e che da sola arriva a coprire il 50 del mercato italiano. Poi c'è Electa Mondadori, realtà nata nel 1945 e che ha generato 40 milioni di fatturato nel 2004, di cui un quarto dai cataloghi, soprattutto in collaborazione con le istituzioni. Gli altri operatori sono Silvana Editoriale (fatturato di 12,5 milioni nel 2004 di cui il 30 da cataloghi), Federico Motta (casa nata nel 1929, con 30 milioni di fatturato nel 2004 di cui il 10 dai cataloghi), Edizioni Gabriele Mazzotta (fondata nel 1966, oggi a 2 milioni di fatturato di cui il 60 da cataloghi) e il Gruppo Giunti (l'editore più antico, nato nel 1840, oggi con 202 milioni di fatturato 2004, di cui il 7,6 su cataloghi e libri d'arte). Ma ci sono anche Marsilio, Allemandi e più recentemente (dal 1992) Charta. «In Italia sono spesso gli editori stessi che si fanno promotori di eventi e mostre con cui produrre poi i cataloghi. Questo perché da una parte l'Italia è ancora marginale rispetto ai grandi circuiti internazionali delle mostre e dall'altra perché gli enti locali non hanno risorse finanziarie adeguate per organizzare eventi culturali», segnala Federico Motta, presidente Aie (Associazione italiana editori). «Ci sono due segnali chiari in Italia -dice Massimo Vitta Zelman, azionista di riferimento di Skira-. Un'offerta superiore alla domanda, con mostre in concomitanza fra loro e cataloghi troppo ponderosi e costosi.
Editoria d'arte. Mercato da 50 milioni: solo uno su 25 compra
In Italia, ogni anno vengono stampati circa 470 cataloghi per mostre d'arte, con un prezzo medio di copertina di 40 euro. Il mercato dei cataloghi d'arte è stimato in circa 50 milioni di euro all'anno. Solo il 10% dei visitatori di mostre acquista un catalogo. Tra gli editori che stampano libri d'arte, Skira, fondata nel 1928, è il maggior giocatore con 25 milioni di fatturato, di cui il 60% proveniente dai cataloghi. Altri editori importanti sono Electa Mondadori, Silvana Editoriale, Federico Motta e Edizioni Gabriele Mazzotta. Gli editori spesso si fanno promotori di eventi e mostre per produrre poi i cataloghi.
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