Le reazioni L'autore della Montagna di Sale: "In passato si è sempre trovato un accordo con la Soprintendenza" «È mortificante per come è ridotta quella piazza. Lo dico senza astio verso alcuno, ma la situazione è imbarazzante. Non si può chiudere l'area per darla ai privati a fine di lucro e fare pagare un biglietto ai cittadini». L'autore della Montagna di Sale, Mimmo Paladino, interviene sulla querelle tra sindaco e soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici. Censura un utilizzo spregiudicato della piazza che nel '95 ospitò la sua installazione e che ora «versa nel degrado più totale. Quel luogo è mortificante per come è ridotto », ripete. Da un altro punto di vista, e in sintonia con il "collega" Giorgio Cozzolino, il sovrintendente Fabrizio Vona denuncia le condizioni in cui si riduce l'area alla fine di ogni concerto: «Il colonnato e le strutture circostanti subiscono ingenti danni. Basta ricordare che i leoni a lato dell'emiciclo sono stati restaurati decine di volte a causa delle mutilazioni subite». Ma Paladino rammenta anche come in passato l'organizzazione degli eventi a piazza Plebiscito fosse il frutto di un programma «concordato con la Soprintendenza. Un accordo raggiunto nel rispetto sia del luogo, sia della cittadinanza che avrebbe assistito all'evento o visitato un'installazione. Ovviamente, senza cacciare un soldo. Mai ci si è trovati in una situazione di invadenza, perché di quella piazza si è fatto sempre un uso civile». Lei dice gratis, ma per il concerto di Springsteen, nonostante il Comune abbia concesso uno sconto del 99 per cento per l'occupazione del suolo, i cittadini hanno dovuto sborsare fino a 75 euro... «Una cosa assurda che non dovrebbe accadere. Gli eventi, lo ripeto, devono essere fruibili e aperti a tutti: ospitare un grande artista a proprie spese renderebbe effettivamente un servizio alla città. Ed è ridicolo soffermarsi a discutere se cedere un pugno di metri quadri a un privato che poi propone manifestazioni a pagamento», aggiunge Paladino. «Ma mi chiedo ande che se ci si è accorti del degrado in cui versa la piazza e di quanto sia ormai deturpata: il porticato ancora non è utilizzato, mentre sarebbe logico renderlo vivibile anche dal punto di vista culturale. Lo stesso Gambrinus ha realizzato una orribile copertura di metallo. Ormai quello che una volta era lo storico caffè letterario non esiste più, così come Palazzo Reale che si presenta con gli infissi cadenti. Ma di chi dovrebbe essere la competenza per sanare questa situazione?». Nel mirino di Paladino anche il "lungomare liberato" destinato da Magistris ad ospitare manifestazioni come quella in programma dedicata allo showcar della Ferrari. L'evento, fortemente difeso dal sindaco fa «rabbrividire » Paladino: «Ormai abbiamo i barbari alle porte. Senza ricordare il passato e Bassolino, non dimentichiamo: quelli furono anni di sobrietà che non avevano bisogno del rombo di motori per fare cultura. E le Ferrari non trasformeranno Napoli in un'altra Montecarlo, tipo "vorrei ma non posso"». Sul degrado torna ancora il sovrintendente Vona: «Ignoro quali siano i problemi legati al concerto di Springsteen, ma conosco bene Cozzolino e non è un integralista: se lui ha posto dei vincoli non ho dubbi che l'abbia fatto con buonsenso. Capisco che gli eventi da ospitare in città sono irrinunciabili, ma si dovrà pensare a luoghi alternativi. E ce ne sono tanti. La sofferenza della piazza potrebbe diventare irreversibile».
NAPOLI - Paladino: "Piazza degradata non va data in mano ai privati". Vona: "Ok ai limiti, trovare spazi alternativi"
Mimmo Paladino, autore della Montagna di Sale, interviene sulla situazione della piazza Plebiscito a Napoli, dove si è tenuto il concerto di Springsteen. Paladino denuncia il degrado della piazza e il fatto che l'area sia stata chiusa per l'evento, mentre i cittadini sono stati costretti a pagare per assistere. Il sovrintendente Fabrizio Vona conferma che il colonnato e le strutture circostanti subiscono ingenti danni. Paladino rammenta come in passato l'organizzazione degli eventi a piazza Plebiscito fosse il frutto di un programma concordato con la Soprintendenza, senza cacciare un soldo.
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