L'intervista Parla Claudio de Magistris, fratello del sindaco e consulente del Comune per le grandi kermesse «I vincoli posti dalla Soprintendenza rendono tecnicamente non realizzabili eventi di rilievo internazionale, indipendentemente dal fatto che siano gratuiti o a pagamento. Piazza del Plebiscito diventerebbe adeguata solo per piccole manifestazioni e parate militari». Claudio de Magistris dice la sua sulle polemiche sorte dopo il concerto di Bruce Springsteen. Non si sente in imbarazzo a parlare in prima persona di questa vicenda, lei che è il fratello- consulente del sindaco? «E perché mai? Sono il consulente del Comune per la realizzazione dei grandi eventi e quindi la persona più indicata a parlare ». Non condivide le restrizioni della Soprintendenza? «Come il manager di Bruce Springsteen, anche io sarei interessato a sapere che cosa pensa di queste restrizioni il ministro Bray. E di fronte all'impossibilità di utilizzare la piazza, a pagamento e no, mi chiedo che cosa ne pensano gli operatori del turismo e le migliaia di persone che lavorano a questi eventi o beneficiano dell'indotto commerciale ». Che cosa vuole replicare al soprintendente Cozzolino? «Che in tutta Europa si utilizzano occasionalmente, anche con biglietto, le piazze cittadine. Penso a piazza San Marco a Venezia, piazza di Siena a Roma, piazza Maggiore a Bologna, piazza del Popolo a Reggio Calabria, per non parlare di festival come Umbria Jazz, Pistoia blues, Lucca Summer Festival che godono di finanziamenti pubblici, sbigliettano e utilizzano le aree pubbliche. Qui, invece, vincolano e negano questa possibilità per tutelare la visuale. Gli eventi proposti sono di valore culturale, di ottimo ritorno di immagine e di indiscutibile indotto commerciale. Sembra quasi che non venga considerata cultura la musica popolare e viene addirittura bollato come non culturale un evento a pagamento. E i musei allora? E i teatri?». La Soprintendenza contesta anche il fatto che togliete la fruizione della piazza pubblica a residenti e turisti. «E allora perché si concede Capodimonte per sfilate di moda e fashion night? Chiederei anche di non parlare di altezza di palchi e delle strutture che "impatterebbero con il decoro complessivo della piazza e non permettono la lettura prospettica degli scorci più interessanti" se poi i turisti fotografano Palazzo Reale con vetri rotti, finestre inguardabili, condizionatori e signorotti privilegiati affacciati a vedere i concerti». E la Cosap? Praticamente non la chiedete quasi più per i concerti. «Organizziamo manifestazioni a costo zero. Parliamo di 2-3 eventi di altissimo livello l'anno con possibilità di biglietto, ma senza contributi pubblici. Le casse sono oramai vuote, svuotate. Non c'è più la possibilità di spendere milioni per sostenere concerti, festival e sagre. Adesso è necessario compiere sacrifici e trovare virtuose collaborazioni tra privato e pubblico». Cosa le dà più fastidio di questa vicenda? «Che si bruciano in polemiche gli sforzi fatti. Si sta facendo un gran lavoro per divulgare un'immagine di Napoli diversa da quella nera dei sacchetti di spazzatura che erano abituati a subire in Italia e all'estero prima. La programmazione di eventi di rilevanza internazionale sta aiutando la città e incrementando il trend positivo del turismo: sono più utili e meno onerose queste iniziative piuttosto che le costose campagne pubblicitarie del passato. Ricordate i cartelloni "munnezza a chi?" costati migliaia di euro?».
NAPOLI - "Ovunque in Europa si fanno eventi e senza le brutture di Palazzo Reale"
Claudio de Magistris, consulente del Comune di Napoli per le grandi kermesse, ha espresso le sue opinioni sull'intervista del fratello, sindaco di Napoli, riguardo alle polemiche sorte dopo il concerto di Bruce Springsteen. De Magistris sostiene che le restrizioni poste dalla Soprintendenza rendono tecnicamente non realizzabili eventi di rilievo internazionale, indipendentemente dal fatto che siano gratuiti o a pagamento. Egli critica la Soprintendenza per non considerare la cultura la musica popolare e per non permettere l'utilizzo delle aree pubbliche per eventi di valore culturale e di indotto commerciale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo