È giunta puntualmente alle 14.52 alla stazione ferroviaria di Pracchia, col treno proveniente da Pistoia, l'assessore regionale all'urbanistica e alla pianificazione del territorio, Anna Marson. Era accompagnata da Massimo Morisi, responsabile regionale della comunicazione per il piano paesaggistico. Ad attendere l'assessore alla stazione era presente una piccola folla, fra componenti la Pro-loco di Pracchia, che ha organizzato la giornata, giornalisti e fotografi. Pomeriggio molto piovoso e freddo con temperatura di 6-7 gradi, una situazione più che da fine maggio, addirittura autunnale. «Anche questa situazione climatica fa parte di certe caratteristiche della montagna che dobbiamo conoscere ha commentato l'assessore riparandosi sotto un ampio ombrello colorato Sono venuta qui a Pracchia per esporre le mie idee e il piano paesaggistico regionale, in particolare delle parti che riguardano la montagna, in un confronto con la popolazione locale e con quanti sono interessati». Anna Marson ha poi esposto le linee fondamentali del progetto. «Dobbiamo aiutare nuove forme di sviluppo per la montagna, a partire dalle aree a pascolo e dalla culture agrarie, attualmente invase dal bosco. Stiamo studiando regole che consentano di conservare ed adeguare il territorio in moda da favorire il suo sviluppo. Qui in montagna c'è anche un ricco patrimonio proto-industriale che in parte visiterò oggi». L'assessore accompagnata, con un pulmino messo a disposizione della Pro-loco di Pracchia, ha compiuto un giro sul territorio dove le è stato mostrato, sotto una pioggia torrenziale, la recente frana sul fiume Reno. Successivamente ha visitato una delle 42 ghiacciaie presenti in montagna, quella della Madonnina e la ferriera Sabatini. Tutto questo prima di affrontare un'assemblea pubblica all'ex-Albergo Fiornovelli di Pracchia in cui l'assessore Marson ha spiegato che «il Piano costituirà il principale strumento di governo, di tutela e di valorizzazione di quel patrimonio essenziale per la comunità toscana e per il suo futuro che è il suo paesaggio, un bene comune primario e la sua principale ricchezza materiale. Di quel bene e di quella ricchezza le montagne e i loro paesaggi sono una parte cospicua». Sono in molti a sperare che questa visita preluda ad una nuova politica per la montagna che veda un riequilibrio fra aree forti e deboli, così da porre un argine all'attuale tendenza all'abbandono. Sauro Romagnani