Pisa, parlano le famiglie che hanno fatto vietare le passeggiate «Non c'è più privacy, veniamo addirittura fotografati» PISA «Vede queste tre stanze che si affacciano proprio di fronte alle mura? Da quando hanno aperto il camminamento in quota è come se non fossero più nostre». A Pisa hanno fatto festa in 12mila, tra residenti e turisti, quando il 14 aprile è stato inaugurato il percorso sulle mura medievali restaurate. Un "serpentone" a dieci metri d'altezza che, partendo da Piazza dei Miracoli, si snoda in città per oltre 2 chilometri fino a lungarno Buozzi. Era stata un'apertura straordinaria, perché il cantiere è ancora in corso: i lavori, fatti eseguire dall'amministrazione comunale (grazie ai fondi comunitari Piuss), termineranno solo tra un anno. Ai festeggiamenti non si è unito un gruppo di abitanti: quelli di via Cardinale Maffi, che hanno terrazzi e finestre a pochi metri (e centimetri) dalle mura. Tuttaltro. «Quel giorno i turisti è come se ci fossero entrati in casa» dice una signora che ci invita a guardare la bellezza del monumento restaurato, ma dal suo punto di vista. Ovvero un terrazzo praticamente attaccato alle mura, raggiungibile con un salto di meno di due metri. «Una donna mi aveva puntato contro la macchina fotografica. Le ho detto: vada avanti. Mi ha risposto che c'era un dettaglio che le interessava». Da allora gli abitanti di via Maffi sono passati al contrattacco: in sette si sono coalizzati e, assistiti dall'avvocato Massimo Messina, hanno presentato ricorso al Tar. Punto primo: violazione della privacy, ma anche poca sicurezza. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso: stop (per ora) alle camminate in quota. In sette contro il Comune e contro i 12mila, sorta di riedizione di Davide contro Golia. Ma non è finita qui: il Tar, in sostanza, dà la possibilità al Comune di rimediare. Come? Mettendo paratie e altre protezioni (Sovrintendenza permettendo) per ripristinare la privacy. Riassumendo: fino al completamento del cantiere nessuno potrà passeggiare più sulle mura, poi però il monumento tornerà fruibile. I residenti di via Maffi questo lo sanno, «ci cambierà il modo di vivere nella nostra casa» sintetizzano Gabriele e Romana Torelli. A proposito di Davide contro Golia, dopo il pronunciamento del Tar si è scatenato, pro-mura, anche il popolo di Facebook: si va da un «con il turismo si mangia, ma in Italia la burocrazia ferma tutto» a un «restituiamo le mura alla città». E c'è chi definisce "privilegiati" gli abitanti di via Maffi, strada con vista sulla Torre Pendente. Come dire: vi lamentate anche? «Certo che siamo fortunati - ribattono i Torelli - ma non può essere una colpa». La gente chiede anche più sicurezza. «Ma lo sapete - aggiunge un abitante - che anche di notte abbiamo visto gente aggirarsi sulle mura: da dove entrano?». Sembra da una vecchia porticina nei pressi del Bastione del Parlascio, a poche decine di metri da via Maffi. Nei ragionamenti, lo dicono anche i Torelli, entra pure l'aspetto economico: «Le case ora valgono meno». Al Comune viene rimproverato di non aver aperto un dialogo, «mentre in campagna elettorale ci sono arrivati 75 volantini». Ora tutti si chiedono se ci sia la possibilità di rendere compatibili esigenze dei residenti e strategie turistiche, con lo snodarsi delle mura che mira a spostare quote di visitatori in più zone della città contro lo storico "mordi e fuggi" in Piazza dei Miracoli. C'è chi propone: apriamo le mura solo in alcune fasce orarie. I Torelli sono concreti: «Il tratto più interessante, quello lungo Piazza dei Miracoli, va messo a pagamento. Poi si chiude il tratto lungo le case di via Maffi, che peraltro non ha niente di interessante per il turista. E si risale al Parlascio, con ingresso libero». Un tentativo di accordo, oltre le mura (anche quelle dei tribunali)