I beni culturali sono stati al centro di un convegno al Palazzo dei Pio a Carpi Terminata la delicata fase dell'emergenza, ora si entra con forza nella ricostruzione. E non sarà certamente meno difficile, anzi. Tra asfissiante burocrazia, carenza di risorse e sordità dello Stato, il percorso di recupero e restauro sarà senz'altro lungo e a ostacoli. Ma crederci è d'obbligo. Per fare il punto della situazione ieri presso la prestigiosa sede di Palazzo dei Pio di Carpi - splendido esempio della solidità e del'operosità emiliana nei secoli - si è tenuto il convegno dal titolo 'A un anno dal sisma'. Soprintendenti, funzionari del Ministero, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo ecclesiastico e dell'associazionismo culturale - e in chisura il ministro per i Beni e le attività culturali Massimo Bray - hanno presentato il bilancio delle attività messe in atto nel corso dell'anno e hanno approfondito sia dal punto di vista tecnico-architettonico sia da quello legislativo e amministrativo il complesso tema della programmazione degli interventi sui beni culturali interessati dal sisma. E i dati emersi mostrano che tanto è stato fatto dal giorno delle distruttive scosse, ma che tantissimi interventi devono ancora essere realizzati. «Sono 1953 gli immobili di interesse culturale danneggiati (ben 500 le chiese), con livelli di gravità diversi. Sul nostro territorio sono 616, per una stima del danno di oltre 443 milioni di euro. Di questi, 254 sono di proprietà pubblica, 84 privata, e 261 appartengono alla Chiesa» ha spiegato Carla di Francesco (direttore regionale per i Beni Culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna). Ingenti anche i danni subiti da quadri, sculture, arredi antichi e altri oggetti di pregio oggi raccolti a Sassuolo, nei locali di Palazzo Ducale: «Sono ben 1305 i beni mobili provenienti da edifici lesionati e ricoverati per la catalogazione e un primo soccorso ad opera dei restauratori dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro» ha sottolineato Stefano Casciu (soprintendente per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici di Modena e Reggio). Infine sono 'idealmente' lunghi 7 chilometri e 500 metri gli archivi comunali recuperati e messi al sicuro dopo il sisma. «Il percorso per recuperarli e conservarli non sarà breve, ma con l'impegno e la passione di molti, le comunità così gravemente colpite potranno alla fine contare ancora sul loro patrimonio di storie e di memorie, su cui costruire il futuro» ha affermato Stefano Vitali (soprintendente per i Beni Archivistici dell'Emilia Romagna). Alfiero Moretti (responsabile della struttura tecnica del Commissario delegato alla ricostruzione) ha quindi relazionato sul 'Programma della ricostruzione e i piani annuali di intervento', sottolineando che «manca un miliardo per completare la ricostruzione di edifici pubblici, beni culturali e religiosi. Al momento sono disponibili circa 400 milioni, ma siamo al lavoro per recuperare le risorse mancanti. Ora siamo entrati nella delicata fase della programmazione, dopo quelle della rilevazione dei danni e della valutazione economica: ci aspetta un percorso complicato ma il nostro impegno sarà massimo». «Nel buon andamento generale ci sono punti che non tornano completamente - ha quindi sottolineato la Di Francesco - soprattutto resta indietro la messa in sicurezza degli edifici che hanno bisogno di interventi provvisori. E non perchè manchino i fondi per le coperture, ad esempio, delle chiese scoperchiate, ma perchè la legge sugli appalti non consente di fare più presto». Sarebbe stato opportuno aun ricorso ad interventi di somma urgenza, da realizzare utilizzando un articolo previsto dal regolamento del codice degli appalti in quanto il suo utilizzo avrebbe velocizzato opere particolarmente urgenti». Guardando all'immediato futuro, nei prossimi giorni sarà approvato il programma regionale «su opere pubbliche e beni tutelati (dalle scuole ai municipi, dai beni religiosi ed ecclesiastici alle strutture sanitarie e socio sanitarie, dalle bonifiche agli edifici culturali o vincolati) che definirà l'elenco delle opere e degli interventi prioritari sulla base di criteri condivisi» ha annunciato Alfredo Peri (assessore regionale alla programmazione territoriale, urbanistica, infrastrutture). Completata la verifica preliminare dei danni «insieme ai Comuni, ministero dei beni culturali e Curie, sono state raccolte 2.326 proposte di intervento per un importo di 1,4 miliardi di euro, di cui 984 milioni (il 70) per interventi su beni tutelati e i rimanenti 416 milioni per altri immobili. Siamo alla soglia di una tappa fondamentale: la ricostruzione sarà una fase lunga e complessa, ma insieme ce la faremo». nLuca Soliani