Lavori di restauro delle strutture della «Casa di Sirico» L'annuncio è stato dato con l'esito di gara dalla «Soprintendenza Archeologica di Pompei» La Casa di Sirico, a terra il mosaico «Salve lucrum», quasi evocativo di quello che sta succedendo- Clicca per ingrandireLa Casa di Sirico, a terra il mosaico «Salve lucrum», quasi evocativo di quello che sta succedendo- Clicca per ingrandire NAPOLI - Terza gara affidata, terzo ribasso record. Per la nuova Pompei, per il restauro e consolidamento del sito archeologico più importante del mondo, non è una notizia confortante. L'annuncio è stato dato con l'esito di gara dalla «Soprintendenza Archeologica di Pompei, Via Villa dei Misteri 2.» L'ANNUNCIO - Ecco il testo: «Sezione II: oggetto: Procedura ristretta. Lavori di consolidamento e restauro delle strutture della Casa di Sirico in Pompei Scavi Intervento n.10. Importo compl.vo Euro 1.243.326,33 Iva. Oneri sicurezza: E 21.777,26 Iva. Data aggiudicazione: 150313. Imprese offerenti: 31. Aggiudicataria: Perillo Costruzioni generali s.r.l. Ribasso offerto: 54,950». Una replica di quanto era accaduto nelle prime due gare e che aveva fatto drizzare le orecchie a sindacati e parlamentari. Due gare per il restauro della Domus del criptoportico e la Domus dei Dioscuri. La prima a 305 mila, a fronte di una base d'asta per i lavori di 456mila euro, e la seconda a 685mila euro, a fronte di una base d'asta per i lavori di 1.430mila euro. Secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei sulla Gazzetta ufficiale n. 33 del 1832013, entrambi i lavori sono stati aggiudicati alla impresa Perillo Costruzioni generali. Per il primo intervento è stato offerto un ribasso del 52,11 ; per il secondo un ribasso del 56,70 . LE DENUNCE - Un dato, denunciò nel marzo scorso la Fillea, che «cozza con i principi di qualità e trasparenza che dovrebbero invece caratterizzare gli appalti pubblici. Per scendere così tanto rispetto a una base d'asta, che in genere corrisponde a una stima realistica del costo dell'opera, dove si andrà a risparmiare? La risposta è facile: sul lavoro». Stessa preoccupazione della parlamentare del Pd Luisa Bossa che ha chiesto al governo di effettuare un accertamento approfondito sulla vicenda. «I primi appalti aggiudicati per i lavori nell'area archeologica di Pompei presentano ribassi che superano il 50 per cento. Siamo preoccupati che questo possa incidere pesantemente sulla qualità degli interventi. Non vorremmo ritrovarci di nuovo a contare i muri che cadono a causa di lavori svolti male». RIBASSI - Tra l'altro secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei sulla Gazzetta ufficiale n. 33 del 1832013, anche i primi due appalti, come il terzo, sono stati aggiudicati alla impresa Perillo Costruzioni generali. «Ma come è possibile - spiega Antonio Irlando presidente dell'Osservatorio Patrimonio culturale - offrire ribassi di gran lunga superiori a quelle che sono le regolari percentuali di utile che un'impresa realizza su opere pubbliche? Ciò che sta accadendo a Pompei ci lascia perplessi perché a fronte di delicati restauri con progetti esecutivi e capitolati che certamente devono ritenersi rigorosi ed accurati, riesce poco comprensibile un terzo ribasso consecutivo di valore superiore al 50. Nonostante le rassicurazioni del ministro Bray, l'emergenza a Pompei incalza anche per il ritardo di oltre 8 mesi sull'attuazione dei primi restauri del Grande Progetto Pompei».
Grande progetto Pompei, ribasso oltre il 50 per cento anche nella terza gara
La Soprintendenza Archeologica di Pompei ha annunciato l'esito di gara per il restauro e consolidamento del sito archeologico più importante del mondo, la Casa di Sirico. L'impresa aggiudicataria è stata Perillo Costruzioni generali, che ha offerto un ribasso del 54,95% rispetto alla base d'asta. Questo è il terzo ribasso consecutivo, con precedenti gare che hanno visto offerti ribassi del 52,11% e del 56,70%. La Fillea e il deputato Pd Luisa Bossa hanno denunciato questo ribasso, che potrebbe incidere sulla qualità degli interventi. L'Osservatorio Patrimonio culturale ha anche espresso perplessità su come sia possibile offrire ribassi così alti.
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