PISTOIA La cultura come leva per rilanciare città e campagna, i centri abitati ed il resto della provincia. La scelta è stata fatta e non si può più tornare indietro. Se non fosse stato per il cattivo tempo, i Dialoghi sull'uomo avrebbero veramente trasformato il centro. Certo c'era tanta gente agli incontri, ma molta è mancata nei bar, nei ristoranti, nei bellissimi locali che la Sala e dintorni hanno visto crescere in questi anni. Una scommessa iniziata una quindicina di anni fa, quando il declino dell'industria manifatturiera (in Toscana succede quasi sempre così) fece intravedere scenari per mantenere vita e ricchezze in città. Pistoia scoprì di essere un città bella e colta. O meglio lo sapevano già i tanti pistoiesi. Ma che Pistoia avesse tesori d'arte, tesori di musei, palazzi e scorci memorabili, lo si è scoperto in questi anni in cui palazzo Fabroni è diventato un centro di esposizione di valore almeno nazionale, e i Dialoghi sull'Uomo di Giulia Cogoli (artefice anche del Festival della mente di Sarzana). Ma anche il settore del vivaismo ha saputo muoversi. Diventando non solo il primo settore produttivo con oltre 5000 addetti, ma anche propositivo rispetto ad eventi culturali e allo sviluppo di una immagine positiva e moderna di Pistoia. Pensiamo solo a Naturart, la rivista patinata che la Giorgio Tesi Group cura e lancia in tutto il mondo del verde e dell'arte. Ma in questo contesto tutta l'attività teatrale di Pistoia e dei teatri dei Comuni vicini assume un valore che in poche parti della Toscana si trovano. Dal teatro Pacini di Pescia all'Yves Montand di Monsummano. Restano molti i nodi da sciogliere, ma questo è cosa nota. Ad esempio si sta perdendo cultura industriale, come pensiamo a Montecatini si sta perdendo cultura dell'accoglienza. Quando si ospitano gruppi che pagano 17-18 euro la mezza pensione è difficile immaginare un odo di porsi che vada oltre il minimo indispensabile per permettere all'ospite di una sera di sopravvivere inalbergo. Non dobbiamo dimenticare che da sempre e qui lo raccontiamo in questo inserto la nostra è stata una provincia dell'innovazione. Dall'industria sciistica all'Abetone alla tradizione dei fiori recisi di Pescia. Il parco di Collodi era un esempio di lungimiranza quando venne realizzato e non tutti ricordano che ci fu uno scambio polemico sui giornali fra Indro Montanelli e Oriana Fallaci, grandi giornalisti e grandissimi polemisti. Non a caso entrambi toscani. E quando si trattò di ampliare i saloni delle terme del Tettuccio, a Montecatini chiamarono l'architetto Paolo Portoghesi per fare quel piccolo capolavoro. Ecco la Valdinievole sta perdendo questo slancio innovativo e sta soprattutto perdendo quale deve essere a sua missione, o come dicono gli inglesi la sua mission. Da questo p unto di vista anche l'immagine della città delle terme è ondivaga. Si apre il museo contemporaneo, e al tempo stesso si insiste su una manifestazione ormai obsoleta come Miss Italia, non a caso alle prese con il guaio serio di non trovare una tv nazionale disposta a trasmettere il concorso di bellezza. Forse sarà il caso di dare un'immagine univoca di cosa Montecatini e la Valdinievole vogliono fare. Pensiamo anche alal polverosa Fondazione Collodi. In questa situazione in chiaroscuro e noi lo raccontiamo in questo inserto non c'è solo la cultura ad aiutare una provincia. Ma ci sono i giacimenti gastronomici, la grande sapienza artigianale, il fatto che siamo figli di una tradizione antica. In Good Morning Babilonia i fratelli Taviani raccontano di due fratelli, artigiani pisani che sbarcano ad Hollywwod per lavorare nel cinema. Alla fine, stanchi delle angherie di un caporale degli studios di Los Angeles gli urlano negli orecchi: «Noi siamo figli dei figli dei figli di Michelangelo. E tu di chi sei figlio?«. In questa frase - Paolo e Vittorio Taviani sono di San Miniato di Pisa c'è tutta la nostra terra. Noi siamo i figli di una terra unica che ha dato all'umanità Leonardo da Vinci. Quando lavoriamo, quando viaggiamo, quando ci rapportiamo con gli altri non dobbiamo mai dimenticarlo.Il giusto orgoglio di essere pistoiesi e di avere sempre vissuto e lavorato per fare le cose per bene.
PISTOIA - La vera scommessa è sulla cultura Pistoia ha scoperto che per combattere il declino del manifatturiero non c?è che la bellezza
La città di Pistoia sta rilanciando la sua cultura e la sua economia grazie a iniziative come i Dialoghi sull'Uomo e il Festival della mente. Il settore del vivaismo è anche in crescita, con oltre 5000 addetti e la creazione di una immagine positiva e moderna della città. Tuttavia, la provincia di Pistoia sta perdendo la sua cultura industriale e dell'accoglienza, come ad esempio la tradizione dei fiori recisi di Pescia. La Valdinievole sta perdendo il suo slancio innovativo e la sua immagine è ondivaga. La Fondazione Collodi è un esempio di come la cultura possa aiutare una provincia.
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