VISITA del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi al cantiere Ltf di Chiomonte. Il ministro dopo aver visto l'avanzamento dei lavori ha incontrato l'operaio aggredito giorni fa dai No Tav alla fine del turno di lavoro. Lupi ha poi partecipato alla riunione della task force in Regione e promesso una deroga al patto di stabilità in modo che i Comuni interessati e gli enti locali possano aprire al più presto i cantieri per le opere di compensazione previste. Lupi ha anche dichiarato che il 13 giugno sarà approvato il progetto definito dell'opera CHIOMONTE - Di certo ieri Maurizio Lupi incassa un record:è il primo ministro della Repubblica italiana a visitare l'ormai famoso cantiere di Chiomonte. Prima di lui altri esponenti dei diversi governi lo avevano promesso, lo avevano voluto (Ignazio La Russa ad esempio) e tutti avevano dovuto desistere. Lupi invece mantiene la promessa annunciata alla fine del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, convocato d'urgenza dopo la notte delle molotov in Val di Susa. E così, arrivato a Caselle con un volo di linea alle 14.35, mezz'ora dopo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è già sotto la galleria del sondaggio con elmetto, stivali e giubbetto di sicurezza ad ascoltare le spiegazioni tecniche di Marco Rettighieri che gli racconta come, nonostante attacchi, molotov e passeggiate alle reti, il «buco» va avanti ed è già arrivato a superato i cento metri di lunghezza. Per l'occasione naturalmente ci sono tutti, dal presidente della Regione Roberto Cota a quello della provincia Antonio Saitta, al sindaco di Torino Piero Fassino. C'è pure la senatrice Maria Rizzotti, pidiellina e vicepresidente della commissione Sanità. E non può mancare il senatore Stefano Esposito estremo sostenitore del Tav e ora promotore della trasformazione della Val Susa in zona franca. I grandi assenti per la verità sono i No Tav. Si erano dati appuntamento in Clarea di prima mattina ma di pomeriggio sono poco più che una ventina e paiono più curiosi che ostili. Per una volta forse si sono resi conto che l'indifferenza è l'arma più forte. Al cantiere quindi fila tutto liscio. Il ministro Lupi che in versione «live» è molto più simpatico che in tv si interessa davvero ai lavori, parla con l'operaio aggredito, vuol vedere il traliccio da dove è precipitato Luca Abbà, si da indicare i punti dove il 3 luglio 2012 gli scontri sono stati più cruenti. Chiede se è lì che il carabiniere ha resistito impassibile a chi lo insultava ossessivamente dandogli della pecorella e devono spiegargli che è successo altrove, al bivio di Chianocco, sullo svincolo autostradale. Di certo Maurizio Lupi capisce al volo la questione No Tav e quando gli spiegano che la protesta che a suo tempo è riuscita a far cambiare il progetto originale è continuata dice: «Mi pare di capire che No Tav è diventato un marchio, un logo buono per tutte le proteste». Per poi aggiungere: «Sono venuto qui per rendermi conto di persona di cosa stiamo parlando. Per un conto è leggere del Tav, un altro è vederlo di persona. E qui siamo di fronte a un'opera che è concreta, che c'è. Siamo però qui anche per dimostrare che in questo cantiere non ci sono solo imprese ed enti locali ma anche lo Stato e in tutte le sue declinazioni. Chi ha fatto quello che ha fatto dieci giorni fa è un delinquente vero. Andando a vedere il cantiere ti accorgi di quello che davvero si sta realizzando, nel profondo rispetto dell'ambiente e all'avanguardia con le misure di sicurezza». La visita dura poco più di un'ora poi via verso Torino per la riunione in Regione con la task force sul Tav, già incontrata a Roma. Nel frattempo Ltf ha un'altra gatta da pelare: Legambiente e Pro Natura hanno appena presentato un esposto alle Procure di Roma e Torino (oltre che all'Arpa, al Noe e alla Corte dei conti) in cui sostengono che sul cantiere di Chiomonte incombe una frana tanto più pericolosa perché non ci sono le regolamentari reti paramassi. Gli ambientalisti paventano anche terremoti e altre sciagure causate dalle vibrazioni prodotte dagli scavi. La risposta di Ltf è lapidaria: «I controlli dimostrano che la montagna è inequivocabilmente ferma». A fine giornata il bilancio (sarà merito del clima di «pacificazione» politica) è fatto dal presidente Cota che rivela che il ministro Lupi si sia detto disponibile ad un deroga al patto di stabilita che permetterebbe ai comuni della Val Susa e agli enti locali di poter iniziare i lavori delle opere di «compensazione». Opere il cui elencoè stato messo a punto ieri dalla Task Force. Lupi dal canto suo ribadisce che il 13 giugno si arriverà all'approvazione del progetto definitivo dell'opera, ripetendo: «E' essenziale e fondamentale non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa».