«CHIAMATEMI come vi pare, il mio nome non ha nessuna importanza. Ciò che importa è che da alcuni mesi sono il segretario di una leggenda». L'uomo che, in una mattina del marzo 1913 sta combattendo contro la morte in una lussuosa suite romana, circondato da giornalisti, diplomatici, antiquari e curiosia vario titolo, altri nonè che "JPM", al secolo John Pierpont Morgan, uno degli uomini più ricchi e potenti della storia americana. Le sue ultime ore di vita sono al centro di Morte di un magnate americano di Hans Tuzzi, al secolo Adriano Bon (lo pseudonimo è preso in prestito da L'uomo senza qualità di Musil), studioso e scrittore milanese autore di gialli di successo. Il libro, biografia romanzata costruita su più voci, pubblicato da Skira, sarà presentato domani pomeriggio a Villa Bardini (costa San Giorgio 2; ore 17.30). Banchiere e collezionista, Morgan fu proprietario della linea di navigazione White Star - quella del Titanic - nonché del maggior gruppo siderurgico statunitense, la Us Steel Corporation, dopo aver acquistato nel 1901 l'impero dell'acciaio di Andrew Carnegie. Bibliofilo accanito, ha raccolto opere straordinarie tra cui il magnifico Libro d'ore miniato del 1465, oggi conservato alla Morgan Library, luogo di culto per gli appassionati d'arte a New York. Le sue collezioni hanno arricchito i principali musei della Grande Mela e la sua abitazione è diventata una delle più celebri case-museo americane. Alla sua morte, gli Stati Uniti si sono dovuti dotare di una banca centrale, il Federal Reserve Bureau, poiché nessun privato sarebbe più stato in grado salvare l'economia americana come lui aveva fatto nel 1907. A quello di Morgan, Tuzzi affianca un intrigante personaggio femminile, Belle da Costa Green, giovane e affascinante bibliotecaria e prima responsabile della Collezione Morgan che tratta in tutto il mondo per conto del suo capo.