Torino Soltanto una decina di anni fa sarebbe apparso come un grande azzardo e chi avesse parlato di una "vocazione turistica" del Piemonte e, in particolare, di Torino sarebbe stato squadrato con uno sguardo a metà tra l' ironico e il compassionevole. A distanza di tempo quella che sembrava una scommessa, appare vinta, in base agli ultimi recenti dati: in un settore che al pari di altri risente della grave crisi economica e che ha visto importanti roccaforti subire pesanti contrazioni, (un' indagine Istat segnala una flessione dei viaggi in Italia, in media dell' 8,3, con punte del -15,5 per le regioni centrali e del 21,2, per le vacanze brevi) il Piemonte registra un piccolo ma significativo aumento del numero di presenze, passate, in tutta la regione, da 4,2 a 4,3 milioni nel 2012. Li cita con comprensibile orgoglio l' assessore regionale Alberto Cirio: «In una situazione generale di difficoltà - spiega - sono numeri particolarmente importanti. E per noi hanno un valore doppio. Il 2012 è stato un anno privo di grandi eventi, dopo l' Ostensione della Sindone (2010) e le celebrazioni per il 150 dell' unità d' Italia nel 2011. C' era un comprensibile timore tra gli addetti ai lavori per l' andamento del primo vero anno post olimpico senza grandi attrattive. E invece è andato più che bene». L' attenta lettura del bilancio turistico piemontese dell' anno passato, indica i motivi di quello che Cirio indica come un «successo». «La congiuntura sfavorevole - spiega l' assessore - ha ridotto del 10 per cento gli arrivi dei turisti da altre regioni (il turismo domestico è sceso da 2,9 a 2,7 milioni di arrivi). Ma è stato compensato da un vero boom di presenze straniere con una crescita del 20, sia per i mercati europei e sia per quelli nuovi come Russia, Cina e India: in tutto quasi 1,6 milioni di viaggiatori internazionali che hanno scelto il territorio piemontese». Al primo posto delle preferenze si conferma la Germania (con quasi 14 e 345mila turisti) e a seguire la Francia (14,5 e oltre 241mila turisti), la Svizzera (19,5 e quasi 173mila arrivi), il Benelux trainato dai Paesi Bassi (con 4,2 e circa 143mila arrivi), il Regno Unito (quasi 18 e oltre 96mila turisti) e la Scandinavia (quasi 15 e oltre 60 mila arrivi. Oggi il turismo straniero rappresenta il 37 per cento dell' intero comparto (era il 31 per cento l' anno precedente). E gli ospiti internazionali spendono in media il 71 per cento in più di quelli nazionali. Ma quali sono state le mete preferite? A determinare la buona performance tre realtà: Torino, l' area dei laghi e il territorio che punta principalmente sull' offerta enogastronomica: le Langhe, il Roero e il Monferrato. E le montagne, da sempre un asset forte del turismo piemontese? «Hanno tenuto ma hanno risentito della siccità della stagione 2011-2012» replica Cirio al quale però interessa un altro elemento «Per potere competere con le altre realtà - dice l' assessore regionale al Turismo - abbiamo bisogno di una capoluogo forte, capace di tante iniziative che sappiano incuriosire e attrarre. Grazie ad un lavoro di sinergia con Comune e Provincia e che porta avanti il lavoro di chi ci ha preceduto, ora Torino, anche sotto questo aspetto, è una capitale "forte", che sa interessare con numerose offerte museali e mostre, con un ricco programma di concerti e festival, un fitto calendario di appuntamenti sportivi. Tutto questo a supporto di un turismo congressuale sempre più intenso». Ed è sempre in crescita l' interesse per un altro asso del Piemonte: quello enogastronomico con le Langhe come vetrina. Ma restano diversi limiti da colmare, come ammette lo stesso assessore. La crisi, ad esempio, ha ridotto la portata del turismo business, a causa della riduzione di meeting ed eventi da parte delle grandi aziende influendo in particolare sulle strutture ricettive a 45 stelle. E calata, inoltre, la durata media dei pernottamenti scesa da 3 a 2,9 giorni, per un totale di oltre 12 milioni. E per questo motivo che in vista dell' Expo 2015 di Milano (un' opportunità che il Piemonte vuole sfruttare) viene lanciata la proposta di una terza notte gratuita in un albergo piemontese (se non ricadrà il sabato) per chi esibirà il biglietto della manifestazione lombarda. «Ma stiamo pensando ad un piano generale per il turismo in Piemonte - promette l' assessore - che sarà pronto entro la fine dell' anno. È un settore che rappresenta il 5 per cento del nostro Pil ed è in continua espansione anche sul fronte occupazionale, con tanti operatori under 40. C' è bisogno di una messa a punto, anche sul fronte della professionalità dell' accoglienza per dare impulso alla nostra economia».