Il 2012 un anno nero. Visitatori in calo anche per il Satiro e la Venere di Morgantina SARÀ pure colpa della crisi, ma di certo c'è che nel 2012, nonostante il lieve incremento di presenze turistiche, i musei e le aree archeologiche della Sicilia hanno registrato un calo record di visitatori e di incassi, segnando rispetto all'anno precedente un meno 6 per cento di biglietti (3,6 milioni quelli venduti nel 2012) e un meno 10 per cento di incassi (13 milioni di euro è la cifra raggiunta lo scorso anno). «È evidente che occorre una nuova politica culturale nella nostra Isola, manca un progetto, i musei non sono messi in rete e per nulla valorizzati, qualcosa va fatto e subito per far conoscere e rendere attraenti i nostri beni», dice il neo-assessore ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata. Ma intanto la Regione sembra alzare bandiera bianca, assumendo decisioni paradossali. Ad esempio alla Villa romana di San Biagio a Terme Vigliatore: un gioiellino nel quale lavorano ben 14 dipendenti e dove, visti i magri incassi appena 636 euro per mille visitatori all'anno l'amministrazione ha preferito rendere l'ingresso gratuito dal 1 gennaio di quest'anno. Il motivo? Le indennità aggiuntive agli addetti alla biglietteria costavano più degli introiti. Il quadro generale è davvero negativo, e non tirano nemmeno le nuove punte di diamante, come la Venere di Morgantina o il Satiro di Mazara: sul primo fronte, il museo di Aidone è sceso da 48 a 43 mila visitatori, quello di Mazara del Vallo da 35 a 31 mila. In provincia di Palermo i visitatori sono stati 446 mila (meno 11 per cento) per un incasso complessivo di un milione di euro (meno 14 per cento). Il duomo di Monreale ha registrato 193 mila visitatori contro i 201 mila del 2011, per 579 mila euro di incassi. Il Castello della Zisa è passato dai 45 mila biglietti venduti nel 2011 ai 39 mila dello scorso anno. In leggera controtendenza Palazzo Abatellis, che ha incrementato i visitatori di mille unità. Sul fronte incassi, in generale le cifre sono irrisorie. Il museo di Palazzo Mirto incassa appena 31 mila euro all'anno, l'area archeologica di Solunto 6 mila euro, l'Antiquarium di Himera a Termini Imerese 1.969 euro, il museo di Terrasini 4.666 euro. In giro per la Sicilia, comunque, i siti che hanno registrato il minor numero di visitatori sono il museo di Marianopoli (634 ingressi per 317 euro d'incasso) e l'area archeologica di Acicatena (789 biglietti per 173 euro di incasso). Per quanto riguarda i grandi siti siciliani, è in calo il Teatro antico di Taormina, passato dai 613 mila visitatori del 2011 a 479 mila per un incasso di 2,9 milioni di euro, ma anche la Valle dei templi di Agrigento, da 583 mila visitatori a 531 mila, per un incasso pari a 2,8 milioni di euro. In flessione Segesta e Selinunte, mentre in crescita sono invece il Teatro antico di Siracusa e l'area archeologica della Neapolis: qui gli ingressi sono saliti da 487 mila a 507 mila, per 2,4 milioni di euro di introiti. Ma è evidente che qualcosa non va nella gestione dei musei siciliani. Il 2012 doveva essere l'anno della svolta, con l'avvio dei nuovi servizi aggiuntivi che dovevano ammodernare bookshop e caffetterie, e con l'organizzazione di eventi in grado di attrarre nuovi visitatori. Il governo Crocetta, tra i suoi primi atti, ha bloccato queste gare. Adesso tutto è impantanato. «Dobbiamo risolvere questo stallo nel più breve tempo possibile dice l'assessore Sgarlata dando garanzie di una migliore offerta culturale a chi entra nei nostri siti, e facendo mantenere il controllo sui privati in capo all'amministrazione. In questi anni è mancata una strategia comune per mettere in rete i nostri musei e per creare anche piattaforme web che possano far conoscere quello che abbiamo e avvicinare un pubblico nuovo. La cultura è l'ultima occasione di rilancio economico della Sicilia».