ROMA Le osservazioni di Eurostat colpiscono al cuore la finanza creativa inaugurata da Giulio Tremonti. I quattro punti sollevati dall'istituto di statistica europeo fanno parte di una lunga lista di questioni ( 12 punti) da anni oggetto di discussione in Europa e sempre a rischio di revisione. È vero, come sostengono esponenti del centro- destra, che molti conteggi che oggi risultano irregolari, erano considerati regolari durante i governi dell'Ulivo. Ma i due capitoli più importanti del «pacchetto» su cui l'Italia dovrà rivedere i numeri di bilancio (con effetti negativi su debito e deficit, checché ne dica Domenico Siniscalco) sono sicuramente frutto della gestione finanziaria degli ultimi anni. E sono tutti ad alto rischio, trattandosi di operazioni gigantesche. Basta una revisione anche parziale di alcune voci, per far schizzare il deficit. Le cartolarizzazioni. Ormai sono diventate il simbolo della finanza creativa di stampo tremontiano. Nel 2003 si sono verificati incassi da vendite di immobili per 693 milioni contro un esborso di 1,9 miliardi lordi Non che il governo dell'Ulivo non le abbia fatte. Anzi, tutt'altro. Ma è con il centrodestra che questa particolare forma di «valorizzazione» di beni viene utilizzata a largo raggio (nel triennio 2001-2003 si fanno oe-razioni per 26 miliardi di euro), con l'applicazione anche agli immobili, e non soltanto ai flussi finanziari come si era fatto precedentemente. La cosa non è affatto secondaria, perché l'impatto sulla popolazione diventa immediato e imprevedibile. Tremonti inaugura la Scip1 che mette in vendita gli alloggi degli enti previdenziali per un valore di 2,3 miliardi di euro. L'operazione funziona senza troppi problemi, soprattutto perché gli alloggi sono stati già «selezionati» dal governo precedente, con tanto di trattative con gli inquilini e con i sindacati. Il pasticcio arriva con Scip2, che è gigantesca: 6miliardi e 637 milioni. In più, mancano accordi, trattative, studi. Il meccanismo si inceppa subito: gli inquilini protestano per i prezzi troppo esosi (nel frattempo il mercato immobiliare vola alle stelle) e le vendite vanno a rilento. Il Parlamento approva una misura che concede sconti agli inquilini acquirenti, e il ministero annuncia che lo Stato dovrà finanziare la Scip2 con un prestito-ponte di 800 milioni per ripianare la differenza del valore degli immobili. Ma è davvero quello il problema che sta alla base della revisione richiesta ieri dall'Eurostat. Prima di tutto si trattava di sconti su vendite future, non passate: dunque il rimborso avrebbe anche potuto essere dilazionato. Il vero punto debole erano i risultati delle vendite largamente inferiori alle previsioni. Gli incassi complessivi del 2003 sono stati di 693 milioni a fronte di un esborso complessivo di 1,9 miliardi per il rimborso della prima tranche di titoli emessi. Insomma, il rischio era che Scip2 andasse in default: ecco perché quel prestito. Il problema si ripresenterà nell'aprile prossimo, quando è fissato il rimborso di altri titoli. Per frenare la caduta, si è anche chiesto ad una società pubblica (Fintecna) di acquistare gli alloggi messi in vendita dallo Stato. I numeri (catastrofici) e le soluzioni prospettate (lo Stato che riacquista da se stesso) danno la fotografia del fallimento dell'operazione, che è stata riproposta nella finanziaria successiva (Scip3), per la vendita degli alloggi della Difesa. Ma stavolta la macchina non è mai partita. Infrastrutture Spa È una creatura del genio tremontiano nata assieme a Patrimonio Spa. Viene inserita nella finanziaria 2003 con lo scopo di alleggerire i conti dello Stato. Spese per investimenti per ben 7,8 miliardi vengono trasferite fuori dal bilancio pubblico e attribuite alla nuova società. L'Ispa ha il compito di reperire risorse sul mercato per finanziare investimenti infrastrutturali. Il compito più impegnativo è il finanziamento della Tav, l'alta velocità. L'Ispa ha già emesso ad oggi bond per 6 miliardi di euro, da rimborsare con il traffico passeggeri futuro. Anche qui una cartolarizzazione dai contorni assai complessi. Per il futuro è in programma di emettere un'altra tranche per 5 miliardi. Anche qui i numeri sono pesantissimi. Solo la prima tranche equivale a mezzo punto di Pil: quanto speso per ridisegnare le aliquote Ire. Vincenzo Visco ex ministro dell'Economia
Cartolarizzazioni e le operazioni di Infrastrutture spa nel mirino UE
L'Eurostat ha sollevato quattro punti di critica riguardo alla finanza creativa di Giulio Tremonti, che ha portato a revisioni del bilancio italiano. Tra i punti sollevati, ci sono le cartolarizzazioni, come ad esempio la vendita degli alloggi degli enti previdenziali, che hanno portato a incassi inferiori alle previsioni e a un esborso di 1,9 miliardi. Un altro punto sollevato è la Scip2, che ha subito un fallimento a causa di accordi non conclusi e di proteste degli inquilini. Infine, ci sono le infrastrutture Spa, che hanno assorbito spese per investimenti di 7,8 miliardi di euro e hanno emesso bond per finanziare progetti infrastrutturali, come la Tav.
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