La polemica Centinaia di interventi in forse dopo la decisione di anticipare la rendicontazione SI TRATTA, però, di opere complesse che in situazioni normali richiedono tempi molto più lunghi. Una beffa, o meglio un altro durissimo colpo agli investimenti in una regione alle prese con le tenaglie del patto di stabilità. Un "uno-due" terrificante (tra blocco della spesa e scongelamento dei 3 miliardi di euro di fondi Fas) per le casse regionali, due argomenti «che fanno la differenza tra la vita e la morte per tutta la Puglia», come ha commentato il presidente della Regione Nichi Vendola. I settori sui quali agiscono questi accordi di programma quadro "rafforzati" con fondi comunitari sono sterminati: c'è il settore idrico e della depurazione, ci sono i trasporti locali, lo sviluppo e la ricerca, ci sono l'edilizia universitaria, i lavori pubblici e i beni culturali. Praticamente tutti i fronti di intervento e competenza regionale. È l'assessore regionale al Bilancio, Leonardo Di Gioia, a stilare la lista nera degli interventi a rischio. E quindi «al mezzo miliardo di euro per gli aiuti alle imprese, vanno aggiunti i 400 milioni per tutti i nuovi ospedali già programmati. Poi ci sono 50 milioni di euro per la riconfigurazione del porto di Taranto, 30 milioni per l'orbitale urbana di Foggia, 35 milioni per il sistema idrico integrato di Bari e la realizzazione della metropolidel tana Toritto-Bari». Nell'elenco degli interventi e dei fondi a rischio estinzione entro la fine dell'anno ci sono anche 150 milioni di euro per il completamento di tutte le aree Pirp regionali e 200 milioni per l'edilizia universitaria. «Dobbiamo aggiudicare tutti gli appalti e spendere al più presto queste risorse, come dice la delibera del Cipe, ma al tempo stesso non possiamo tirare fuori i soldi dalle casse regionali a causa patto di stabilità. È un cane che si morde la coda» per Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico. «Un'operazione devastante» afferma invece il segretario generale della Cisl Puglia, Giulio Colecchia, che nei giorni scorsi ha diffuso una lista di infrastrutture ferroviarie e viarie del valore di un miliardo e mezzo di euro, bloccate per lungaggini burocratiche. Opere che se fossero avviate potrebbero produrre almeno 35mila posti di lavoro. Una stasi che il segretario Colecchia paragona alla tela di Penelope: «La mattina si costruisce e la notte, con le delibere Cipe, si sfila. In questo modo si paralizza completamene l'economia della regione».
PUGLIA - Ospedali, depuratori e ferrovie ecco le vittime della delibera Cipe
La Regione Puglia si trova in una situazione critica a causa della decisione di anticipare la rendicontazione dei fondi comunitari. Ciò ha portato a una serie di interventi in forse, tra cui opere complesse come la costruzione di nuovi ospedali, la riconfigurazione del porto di Taranto e la realizzazione di infrastrutture ferroviarie e viarie. Tuttavia, la Regione non può spendere questi fondi a causa del patto di stabilità. L'assessore regionale al Bilancio, Leonardo Di Gioia, ha stilato una lista nera degli interventi a rischio, che include opere come l'edilizia universitaria e la realizzazione di aree Pirp regionali.
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