Degrado all'Arsenale: il comitato riparte alla carica per evitare la concessione degli spazi ai privati PATRIMONIO. Il comitato di cittadini chiede ancora al Comune di rinunciare al progetto di finanza per concedere una parte dell'ex caserma a società commerciali Petizione indica di usare i 12 milioni disponibili per avviare subito lavori di recupero Il vicesindaco Giacino: «Fondi insufficienti. Così si rischia di lasciare l'opera a metà» Le firme cartacee sono 2.965 a cui vanno aggiunte 2.500 online. Tante ne ha raccolte finora il Comitato Arsenale di Verona nella petizione che chiede il respingimento della proposta di finanza di progetto per il recupero e la riqualificazione dell'ex Arsenale austriaco, avanzata da Contec Consorzio Arsenale e Rizzani De Eccher spa, «perchè contraria all'interesse pubblico e perchè porterebbe ad un enorme aumento di traffico e alla perdita di verde pubblico». E chiedono perciò al Comune di destinare subito i 12 milioni di euro disponibili a interventi di manutenzione dell'Arsenale che mantenga la proprietà e l'uso dell'area in esclusiva mano pubblica e che metta in risalto la naturale vocazione a parco pubblico, luogo di aggregazione sociale e polo culturale. «Non vogliamo contrapporci al Comune e creare dei muri ma avviare un dialogo», spiega l'ingegner Italo Monaco a nome del comitato, aggiungendo che «la vera priorità è decidere una volta per tutte che fare di questo complesso storico che dovrebbe mantenere il suo status di polo culturale e non essere destinato ad attività di privati. Nulla vieta che possa contenere attività commerciali, come una caffetteria, un punto di ristoro, un negozio di libri e souvenir, ma inseriti in un contesto museale». Di qui la proposta inviata in Comune di utilizzare i 12 milioni disponbili per una sistemazione di fondo per fermare il degrado e poi di procedere al restauro a stralci, «che non sarebbe più veloce come intervento ma consentirebbe una fruizione progressiva del complesso». Il comitato chiede anche l'istituzione di un'apposita commissione di studio interdisciplinare, formata di esperti di vari settori, che «dovrebbe operare con l'obiettivo di riferire al Consiglio comunale, per le opportune decisioni e proposte». Il vicesindaco Vito Giacino, con delega all'urbanistica, risponde di «essere contento per il fatto che il comitato abbia cambiato idea circa l'importo necessario per il recupero dell'Arsenale, per il quale servono almeno 40 milioni». E sui 12 recuperati spiega che «non sarà possibile averne altri». «Vedo che ci capiamo anche sulla necessità di procedere a stralci per i lavori», continua Giacino, «ma l'idea di rinunciare alla parziale cessione temporanea ai privati è discutibile». E precisa: «Tutti vorremmo che l'Arsenale restasse pubblico ma con i fondi che abbiamo potremmo fare solo un ripristino parziale del complesso. E se poi non arrivano i soldi per fare il resto, cosa facciamo? Lasciamo l'opera a metà e chissà per quanto tempo in attesa di trovare altri fondi? Oppure recuperiamo tutto e lasciamo una parte ai privati, che comunque porteranno servizi per tutti, per un certo numero di anni? Quando l'Amministrazione avrà terminato i controlli il progetto andrà a gara. E gli anni di concessione potrebbero anche essere diminuiti». Tutto questo, conclude Giacino, «in una visione di recupero di tutti i gioielli storici delle fortificazioni veronesi, quelli per cui Verona è stata definita patrimonio dell'umanità dall'Unesco, dalla Passalacqua, già in atto, all'Arsenale alla Dogana vecchia. Una scommessa determinante per far crescere il nostro turismo». Elena Cardinali
VERONA - Riparte la difesa dell'Arsenale dai privati
Il Comitato Arsenale di Verona ha lanciato una petizione per respingere la proposta di finanza per il recupero e la riqualificazione dell'ex Arsenale austriaco, avanzata da Contec Consorzio Arsenale e Rizzani De Eccher spa. Il comitato chiede al Comune di destinare i 12 milioni di euro disponibili a interventi di manutenzione dell'Arsenale, mantenendo la proprietà e l'uso dell'area in esclusiva mano pubblica. Il comitato propone di utilizzare i fondi per avviare subito lavori di recupero e poi procedere al restauro a stralci, consentendo una fruizione progressiva del complesso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo