Negli Stati Uniti, i servizi aggiuntivi nei musei si chiamano auxiliary services e svolgono principalmente un servizio di pubblico aiuto per i visitatori. II loro profitto in media non più del 5 delle entrate totali viene sempre in secondo piano rispetto all'obiettivo primario. Sono gestiti per la maggior parte dai proprietari stessi dei musei. Sono pochi i casi di gestione affidata a esterni, ancora di meno quelli a gruppi di volontari. Negli Usa i musei sono enti non profit o Fondazioni e, quindi, il ricavato degli auxiliary services è del tutto esentasse: si va dai bookshop ai servizi di ristorazione, dai servizi di accoglienza alle visite guidate. Un sistema che si ritrova nei piccoli luoghi d'arte e in quelli più conosciuti, come il Metropolitan museum of art di New York, il più grande degli Stati Uniti. Fondato nel 1870, il Metropolitan oggi ha un vasto programma di merchandising e pubblicazioni per un volume di affari di più di 85 milioni di dollari l'anno. Francia. In Europa, è la Francia ad avere il sistema di gestione dei servizi aggiuntivi museali più collaudato, al punto che anche Inghilterra e Germania guardano con interesse a quel modello. Dal 1895, infatti, lo Stato francese delega l'amministrazione dei servizi aggiuntivi di tutti i musei nazionali alla Rmn (Réunion des musées nationaux), una struttura pubblica. Nata con lo scopo di acquistare opere d'arte destinate ad arricchire le collezioni nazionali, la Rmn è negli anni arrivata a svolgere altre tre missioni importanti: predisporre i servizi di accoglienza dei visitatori, organizzare esposizioni d'arte temporanee, curare tutto l'aspetto riguardante "la diffusione culturale" dei musei e quindi la creazione di cataloghi e guide informative da vendere nei bookshop, la gestione e diffusione di un catalogo fotografico delle opere d'arte e perfino la gestione di due atelier, uno per riprodurre sculture, l'altro per riprodurre stampe originali. Un sistema, quello della Rmn, che riesce a sostenere anche l'attività dei musei più piccoli e meno conosciuti. Gli alti profitti che la Réunion ha nel Louvre, per esempio, possono essere utilizzati per l'acquisizione di nuove opere d'arte o per il miglioramento dei servizi all'interno dei musei minori, che da soli non riuscirebbero a sopravvivere.