all'ospedale della pace in via tribunali. fino al primo giugno Da Francoforte a Napoli: è il progetto «Crema di mente» Hanno realizzato dipinti, videoarte e installazioni La Sala del lazzarettoLa Sala del lazzaretto NAPOLI - Dovreste vedere come monta questa crema di mente nella sala del lazzaretto dell'Ospedale della pace, un tempo ricettacolo di appestati. Santi e frati in estasi negli enormi globi ornano da parte a parte lo spazio cinquecentesco. È qui che dai primi di maggio ha trovato accoglienza la creatività, e qua e là anche l'arte, degli studenti tedeschi, di stanza a Napoli per il progetto curato e coordinato da Francesca Boenzi. Dipinti, video arte, installazioni e sculture. La mostra dal titolo, appunto, «Crema di Mente» trae spunto da un viaggio a Napoli fatto nel 2012 dallo stesso gruppo di allievi della Städelschule di Francoforte sul Meno. È un progetto della classe di studenti di Judith Hopf e fa parte del programma del Maggio dei Monumenti e sarà aperta fino al 1 giugno. Lazzaretto, le opere degli artisti tedeschi Gli studenti della Städelschule di Francoforte all'Ospedale della pace a Napoli per il progetto «Crema di mente». In queste immagini la sala del Lazzaretto che ospita le opere degli allievi CLAUDE LEVI-STRAUSS - «Crema di mente» intende mettere in pratica alcune teorie di Claude Lévi-Strauss sul concetto di bricolage e sulle strutture del pensiero selvaggio: il tentativo di riorganizzare in freestyle i segni a disposizione e a portata di mano per creare nuove strutture. «I ragazzi sono entusiasti di Napoli - dice al Corriere Francesca Boenzi - Uscendo per le strade del centro antico sono stati bombardati da tantissimi stimoli creativi che questa città come poche altre riesce a restituire». Città sollazzo di artisti e letterati perché tragicamente in equilibrio sulle punte tra santità e degrado, colore acrilico e buio pesto, crepe della Storia e identità. «Questo viaggio nel cuore pulsante della metropoli ha prodotto dialoghi espressivi con la Sala, in alcuni casi di grande armonia», aggiunge la curatrice. «ATELIER» - Gli allievi Städelschule hanno lavorato all'Ospedale della pace interagendo straussianamente con i luoghi e operando in un "atelier" di bellezza struggente come il Lazzaretto, che durante il primo Teatro festival venne trasformato in sogno felliniano, tutto aromi, musiche e zucchero filato, da Enrique Vargas. L'«interazione» è stata forte anche con i custodi dell'Ospedale, che non mancano occasione per fare pubblicità della mostra a passanti e turisti sulla brulicante via Tribunali. «Andate, salite sopra, al primo piano, ci sono le opere dei ragazzi tedeschi!». RIVISTA APPARENTE - All'esposizione si accompagna anche il secondo numero di Rivista Apparente, pubblicazione periodica iniziata nel 2013 da Anna Haas e Corrado Folinea. I PARTECIPANTI - Ecco tutti gli artisti-allievi partecipanti: Magnus Andersen, Bianca Baldi, Leda Bourgogne, Olga Cerkasova, Kitsum Cheng, Ian Edmonds, Richard Ess, Linda Grevenrath, Flaka Haliti, Billie Maya Johansen, Johanna Kintner, Dan Kwon, Erika Landström, Chloe Malcotti, Aislinn McNamara, Luzie Meyer, Anna Lucia Nissen, Jonathan Penca. Alessandro Chetta