Parte il progetto per risistemare l'area a iniziare dall'accesso. Un percorso didattico innovativo nella biblioteca di Porcari di Arianna Bottari wPORCARI Il Parco delle cento fattorie romane diventa area archeologica. Soprintendenza e Comune di Porcari si impegnano a risistemarla e renderla più fruibile e adatta a laboratori didattici. Nasce anche un piccolo polo dedicato all'archeologia sopra la biblioteca del paese: sarà dotato di plastici che ricostruiranno la vita nella Piana nell'età del Bronzo e in epoca romana. Sono i punti principali del progetto presentato dal consigliere delegato all'archeologia del Comune di Porcari Angelo Fornaciari e da Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza. A disposizione ci sono fondi comunali e quelli ricavati da un progetto che coinvolge Italia e Francia, coordinato per la zona di Lucca dalla Provincia. «Dopo l'insediamento dell'amministrazione, un anno fa spiega Fornaciari -, ho impiegato alcuni mesi per effettuare delle ricognizioni sul territorio e anche nei nostri archivi per vedere e capire con che tipo di patrimonio avessimo a che fare. Quindi, con l'amministrazione ci siamo impegnati per riallacciare i rapporti con la Soprintendenza, passaggio indispensabile per reperire fondi ed elaborare strategie. Adesso siamo finalmente in grado di presentare gli interventi ai quali daremo inizio nelle prossime settimane». Si parte con la sistemazione della strada d'accesso all'area archeologica delle centro fattorie romane, lungo il canale Rogio. Una zona che è stata spesso oggetto di polemiche per le condizioni in cui versa: strada sterrata praticamente impercorribile, scavi a malapena riconoscibili tra l'erba alta. «Quella via viene utilizzata soprattutto dagli agricoltori. È chiaro, dunque, che le condizioni non possano sempre essere ottimali spiega Fornaciari È da un paio d'anni che non viene risistemata. Lo faremo al più presto possibile, per garantire l'accesso alla zona degli scavi. Inoltre, rivedremo anche tutta la cartellonistica, grazie alla collaborazione con la Provincia, che nei prossimi giorni firmerà la convenzione per un progetto italo-francese per la valorizzazione della storia del paesaggio». C'è poi la riorganizzazione, in chiave archeologica, degli spazi al primo piano della biblioteca di Porcari. Lì, in alcune stanze, verrà creato un percorso didattico innovativo denominato "archeologia sperimentale simulativa". In poche parole, nelle stanze saranno sistemati dei plastici che illustreranno i siti di interesse scoperti dagli archeologi nella zona di Porcari. «È un approccio nuovo all'archeologia dicono Fornaciari e Ciampoltrini che abbiamo deciso di adottare per non ritrovarci con un doppione di altre strutture museali già presenti sul territorio. Insieme ai plastici dei siti, saranno messi in mostra i materiali rinvenuti, che servono a provare la fondatezza delle scoperte e di quello che è stato ricostruito». A questi spazi, si aggiungeranno anche dei laboratori veri e propri, dove sarà possibile, per esempio, lavorare materiali che erano già presenti nella zona nel 1200 a.C., come la ceramica». «Accanto a queste iniziative prosegue Ciampoltrini ci impegneremo a ridare slancio al grande interesse scientifico e anche turistico che si era creato attorno a questa zona dopo le scoperte di Fossa Nera e del Frizzone. L'obiettivo, come già spiegato con il progetto relativo alla cartellonistica, è quello di non lasciare l'archeologia da sola, per così dire, ma di inserirla in un più ampio itinerario che riguarda la storia (si parte dall'età del Bronzo a Fossa Nera) e prosegue con la scoperta del paesaggio». In previsione anche la pubblicazione di un testo di Cimpoltrini che parla proprio di Fossa Nera dal titolo: "Da Fossa Nera di Porcari a Monte Formino di Palaia. La crisi del 1200 a.C. tra Valle del Serchio e Valdarno".
LUCCA - Torna a vivere il parco delle 100 fattorie
Il Comune di Porcari e la Soprintendenza hanno presentato un progetto per risistemare l'area archeologica delle cento fattorie romane. Il progetto prevede la sistemazione della strada d'accesso all'area, la riorganizzazione degli spazi al primo piano della biblioteca di Porcari e la creazione di un percorso didattico innovativo denominato "archeologia sperimentale simulativa". Il percorso didattico sarà dotato di plastici che ricostruiranno la vita nella Piana nell'età del Bronzo e in epoca romana. Inoltre, saranno messi in mostra i materiali rinvenuti e saranno organizzati laboratori per lavorare materiali come la ceramica.
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