Corpicini di neonati, struttura lignea: forse tornano visibili CAPANNORI I corpicini dei due neonati vissuti più di duemila anni fa rimasti per anni in altrettante cassette, nelle stanze dell'istituto Cavanis di Porcari. La struttura lignea ricoverata in uno studio di restauro privato a Prato. Forse questi straordinari reperti potranno essere finalmente visti da tutti, se Soprintendenza e Comune di Capannori riusciranno ad avere fondi sufficienti a curare la loro valorizzazione. Tutto (o molto) dipende dalla Fondazione Cassa di Risparmio, come ha spiegato Giulio Ciampoltrini, della soprintendenza di Lucca, ma questa volta le premesse sembrano esserci. I ritrovamenti del Frizzone, arrivati dopo i già eclatanti scavi di Fossa Nera, a poche centinaia di metri di distanza, avevano causato grande rumore nella comunità scientifica nazionale e internazionale. Mentre le ruspe scavavano per preparare l'area per il nuovo casello autostradale di Capannori, gli archeologi riportavano alla luce un tesoro che mai nessuno si sarebbe aspettato di rinvenire, neanche in un'area così ricca di reperti come quella della Piana. Sotto alcuni metri di terra, conservati in ottimo stato dal fango portato dell'antico Auser, il team guidato da Michelangelo Zecchini scavò reperti risalenti all'epoca Tardo-repubblicana. L'ultimo grido di allarme degli studiosi è stato lanciato nel 2011, soprattutto per gli scheletri di neonati, a rischio deterioramento, ma anche per la struttura lignea, ospitata da un laboratorio privato, in apposite vasche indispensabili per tenerla insieme dopo tanti secoli sotto terra. (a.b.)