IL REPERTO archeologico, trafugato dai tombaroli, viaggia ora sul web. L'ecommerce, con i suoi siti specializzati, è la nuova frontiera per la vendita di beni di interesse culturale, come monete antiche, libri e documenti d'archivio, pezzi archeologici ma anche falsificati. La novità emerge dal rapporto sull'attività svolta nel 2012 dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari, in Puglia, Basilicata e Molise. Nell'ultimo anno, hanno accertato i mi-litari, sono diminuiti i furti nei musei, ma restano stabili i fenomeni dei tombaroli e della falsificazione, che vanno di pari passo con la diffusione delle vendite on line. Sono 125 le persone denunciate (il 30,2 per cento in più rispetto al 2011), dei quali 25 per reati ai danni del paesaggio. Altrettanti gli scavi clandestini, 44 i ricettatori, 14 le contraffazioni di opere d'arte. Ma l'attività dei carabinieri ha anche consentito di recuperare 1.160 beni, dei quali 549 antiquariali, archivistici e librari, 5 paleontologici e ben 606 archeologici, datati dal IV al III secolo avanti Cristo e provenienti da scavi clandestini. Recuperate anche monete in oro, argento e bronzo, che i tombaroli scovano nei siti protetti grazie ai metal detector. Il valore totale dei beni recuperati è di oltre 770mila euro, 7 mila quelli falsi sequestrati. Importanti beni librari e archivistici sono stati recuperati in America, altri archeologici in Germania. (m.chia.)
BARI - Reperti trafugati e venduti sul web l'ultima frontiera dei tombaroli
I carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari, in Puglia, Basilicata e Molise, hanno accertato 125 persone denunciate per reati legati alla tutela del patrimonio culturale nel 2012. Sono stati recuperati 1.160 beni, tra cui 549 antiquariali, archivistici e librari, 5 paleontologici e 606 archeologici, datati dal IV al III secolo a.C. e provenienti da scavi clandestini. I beni recuperati hanno un valore totale di oltre 770.000 euro, mentre 7.000 sono stati sequestrati falsi.
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