Bloccate Perotti e Predieri, spiraglio per la Gonzaga LA VECCHIA caserma "Perotti" di Coverciano? Dismessa e malandata, ma per i militari ancora «strategica». E la "Predieri" di Rovezzano, che fin dall'impatto esterno suggerisce l'idea del grande scatolone disabitato? Anche quella è ancora «strategica »: i vertici toscani dell'Esercito lo ripetono appena due giorni fa in una riunione formale in Palazzo Vecchio. E di fronte al rischio perdurante di 120 mila metri quadrati delle caserme "vuote a perdere" contro cui da 4 anni si batte il sindaco Renzi, l'assessore all'urbanistica Elisabetta Meucci salta su: «Siamo molto preoccupati». E lancia un invito-appello almeno per l'altra grande caserma abbandonata, la vecchia "Gonzaga" (o Lupi di Toscana), oltre 32 mila metri quadrati di spazi ormai vuoti ai confini con Scandicci: «Ci auguriamo un impegno comune del Demanio e del ministero della Difesa affinchè la Gonzaga possa essere destinata all'housing sociale, come chiediamo da tempo». All'allarme corrisponde uno spiraglio che si apre già ieri, con il direttore dell'agenzia del Demanio Stefano Scalera in città: dall'incontro tra il Comune e i tecnici del Demanio viene fuori l'idea di un lavoro condiviso, anche col ministero della Difesa, per arrivare a farci case, verde e negozi sfruttando fondi della Cassa depositi e prestiti e anche, se si troveranno, capitali privati. Forse i tempi non saranno brevissimi: non è ancora nemmeno detto che una nuova destinazione residenziale e commerciale per i "Lupi di Toscana" venga scritta nel nuovo regolamento urbanistico in lavorazione in Palazzo Vecchio. Ma l'apertura al dialogo del Demanio è già qualcosa, si dice in Comune. Del resto il futuro di altri beni dismessi dello Stato è più che in alto mare. Non c'è solo la condanna all'immobilismo per la "Perotti" e la "Predieri". Nella vecchia caserma Costa San Giorgio il Demanio, che ora l'ha acquisita in disponibilità dal ministero della Difesa, vuole fare un recupero alberghiero: il Comune non si oppone affatto ma l'ok della Soprintendenza è molto incerto viste le emergenze storiche dentro la struttura. La guerra è aperta anche su altri due fronti: nell'ostello di villa Camerata il Demanio vuole portare la sede fiorentina dei vigili del fuoco e a Covercianino conferma l'intenzione di ospitare il centro manutenzione veicoli militari dell'Italia centrale. Due «no» secchi arrivano a questi due progetti da Palazzo Vecchio: «Siamo contrari. Per il centro manutenzioni all'Esercito, al posto di Covercianino, abbiamo proposto un'area a Rovezzano in permuta», dice Meucci. Rinasce intanto Villa Tolomei, sulla collina di Bellosguardo: da immobile diroccato, dopo 5 anni di lavori e 100 milioni di euro di investimenti, da ieri la struttura del 1300 è un resort a cinque stelle con piscina, spa e camere mozzafiato. Sarà gestito per 50 anni dalle società IsHotel e Metaresort dell'imprenditore Vincenzo Bertucci, che pagheranno 150 mila euro l'anno di affitto allo Stato, che ne è proprietario. E' il primo esempio di contratto di concessione di un bene demaniale ad un privato che arriva in fondo in Italia. Ma la svolta - dice il Demanio - è vicina anche per il podere Colombaia, ad Arcetri: il Demanio cerca un privato per farlo diventare un agriturismo di lusso. E già entro l'anno quest'operazione potrebbe arrivare in fondo.