II polo museale fiorentino non ha più alla guida una persona con la carica formale di dirigente? «Il problema non si pone ora né per me - commenta Antonio Paolucci, che è soprintendente del polo e anche direttore regionale dei beni culturali - ma si potrà porre per il mio successore o successora, considerato che tra poco più di un anno andrò in pensione». Ricordiamo l'antefatto: il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha nominato cinque direttori generali di staff (Gino Famiglietti, Anna Maria Buzzi, Bruno De Santis, Pietro Graziani e Elio Garzillo) al dicastero, ma siccome l'operazione deve essere a costo zero per l'erario ha tolto la carica di dirigente al polo museale fiorentino e all'archivio di Stato di Pisa. Il cui responsabile, Giorgio Tori, è anche direttore dell'Archivio di Stato di Lucca e non è felice del doppio incarico: perché è difficile fare bene il proprio lavoro dirigendo due istituti così. Continua Paolucci: «A Firenze non si pongono problemi perché io sono anche il dirigente regionale. Ma è un caso unico, casuale. E chi verrà dopo di me? Spero sia Cristina Acidini, che è già stata soprintendente a Firenze, ma potrebbe diventare un problema perché il responsabile dei musei fiorentini si troverebbe a essere subordinato al direttore regionale. Io non litigo certo con me stesso, ma appunto domani?» Così suggerisce: poiché le gallerie del capoluogo toscano «sono talmente speciali e talmente legate al territorio, anche per la storia del granducato, c'è una soluzione possibile: che anche chi mi sostituirà avrà il doppio incarico. Il che non costerebbe un centesimo allo Stato. Mentre si giustificherebbe male avere un dirigente dei musei fiorentini subordinato a un dirigente regionale che avrà una stelletta in più sulle spalle». Sempre che l'assetto rimanga questo, aggiunge, «e non è detto». Dalla sua sede lucchese Giorgio Tori ha preso servizio dal 1 marzo, all'Archivio di Stato pisano. Dice: «Andata in pensione la collega che dirigeva Pisa, la dottoressa Timpanaro, mi hanno chiesto di prendere l'incarico e non ho detto di no, ma sono perplesso. Non si può dirigere a mezzo servizio due istituti così, tre giorni in un posto e due in un altro». Oltre tutto, afferma Tori, gli è stato detto che la ragione di tutto ciò è che la Corte dei Conti non accetta «reggenze» di istituti che devono essere guidati da dirigenti, per cui a Pisa non potevano mettere un «reggente» (cioè qualcuno che regge temporaneamente la baracca ma non ha pieni poteri, è un interregno). «Curioso, perché a più soprintendenze, vedi quella di Lucca, sono stati assegnati dei "reggenti". Ci sono due pesi e due misure?» si chiede Tori. Però il suo incarico è provvisorio. Già, «ma in Italia - ricorda - non sai mai quando il "provvisorio" finisce».
Polo museale fiorentino - Paolucci: Dopo di me il vuoto
Antonio Paolucci, soprintendente del polo museale fiorentino, ha commentato la nomina di cinque direttori generali di staff al dicastero dei beni culturali senza carica formale di dirigente. Il problema non si pone ora per lui, ma potrebbe essere un problema per il suo successore. Paolucci suggerisce che anche il nuovo dirigente potrà avere il doppio incarico, come lui, senza costare allo Stato. Il responsabile dell'Archivio di Stato di Pisa, Giorgio Tori, ha preso servizio il 1 marzo e si sente perplesso per il doppio incarico.
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