LA PIATTAFORMA Sitar che in futuro verrà aggiornata quasi in tempo reale da funzionari e archeologi impegnati negli scavi - è il primo sistema informativo territoriale (Gis) in Italia dedicato al patrimonio archeologico ed è stato ideato e realizzato dalla Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma in collaborazione con Enea e Garr (la rete della ricerca italiana). Dopo sei anni di lavoro e un investimento di 300mila euro solo per la progettazione, da oggi sono già online circa 10mila schede di altrettanti manufatti informatizzati e georeferenziati nei municipi ex I, IV, X, XV, e XVIII, di cui 5.800 per il centro storico. Ma il lavoro dei dieci giovani archeologi impegnati nel progetto è ancora in corso e si completerà probabilmente fra qualche anno. Il sistema documenta e rappresenta, per ogni scavo e monumento, le dimensioni attuali e originarie (ove ricostruibili), il periodo di fondazione, l'intervallo cronologico di utilizzo, l'epoca di abbandono, le fasi del degrado, fino al contesto urbanistico attuale in cui oggi "vive". Non mancano notizie ammini-strative, descrizioni delle indagini effettuate, fondi impiegati, durata dei lavori e tecnici coinvolti, ma anche immagini e ricerche scientifiche. Non solo. Sulle mappe interattive sono visibili tutti i dispositivi di tutela archeologica e paesaggistica e i dati giuridici associati: uno strumento utile ai progettisti che potranno consultarli dal proprio pc. A presentare il sistema, ieri a Palazzo Massimo, la soprintendente per i Beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, Riccardo Pozzo del Cnr, Claudia Battista del Garr, Mirella Serlorenzi, responsabile del progetto e Luigi Malnati del ministero per i Beni culturali. «A più di un secolo dalla Forma Urbis Romae di Rodolfo Lanciani, un vero e proprio Gis ante-litteram, arriviamo ad aggiornare quella grande opera ha commentato Barbera coniugando semplificazione amministrativa, digitalizzazione e facilità di consultazione per il pubblico e gli esperti».