Non ammesso, che equivale a bocciato, il progetto per il Museo Basile, quello che doveva sorgere in pompa magna all'interno del Teatro Massimo con i fondi europei di Agenda 2000, non ha superato l'esame della Regione. Il piano della Fondazione Teatro Massimo non è stato inviato all'istituto di credito Europrogetti e Finanza per la valutazione economica. Escluso perché non rispetta i termini del bando. La norma infatti impone che lo stesso ente non possa presentare più progetti all'interno della stessa misura (cioè dello stesso canale di finanziamento) e sullo stesso immobile. E la Fondazione ha presentato anche un altro programma, quello per la climatizzazione, il restauro del piani mobili, la centrale sotterranea per controllare dalla luce all'acqua, al gas. La Regione ha fatto passare quest'ultimo, che è un programma senz'altro più grande e ricco. Perla precisione sono in dirittura d'arrivo 11.362.000 euro, fondi per realizzare i cosiddetti impianti tecnologici. Al palo 2 milioni e 300 mila euro per quello che doveva essere il Museo Basile. Ovvio che tecnici, funzionari e dirigenti regionali sì siano mossi solo in applicazione di indicazioni date da Bruxelles. Ma, per inciso, anche se il progetto del Museo Basile fosse stato l'unico presentato dalla Fondazione, non avrebbe ottenuto il benestare dell'assessorato regionale. Mancava infatti il parere della Sovrintendenza. E alla Regione fanno capire che per costruire un museo, e soprattutto all'interno di un monumento come il Massimo, il parere della Sovrintendenza era indispensabile. Si ricomincia da zero, dunque. Ma si può ricominciare. I progetti di Agenda 2000 in materia di beni culturali sono stati suddivisi in due fasce di tempo. La prima, relativa al periodo 2000-2003, si è appena conclusa, e questo è il treno perso per il Museo Basile. Dei 150 miliardi complessivi con tenuti nella «misura», circa 110 sono stati spesi. La «fase due» si articolerà nel triennio 2003-2006 per utilizzare gli ultimi 40 miliardi. Fondi «in regime di aiuto», formula tecnica che vuoi dire questo: le opere saranno pagate a metà dagli enti (Fondazioni, Comuni, Università che chiedono le provvidenze di Agenda 2000) e da Bruxelles. Salvo uno storno di fondi (cioè il coup de theatre di un trasferimento di somme verso altri progetti, che comunque oggi sembrerebbe escluso), entro la fine dell'anno dovrebbero essere pubblicati i nuovi bandi e il Teatro Massimo potrebbe rientrare in corsa. Ieri non siamo riusciti ad avere, sullo stop al progetto, un commento dalla Fondazione.