L'associazione sottolinea l'importanza dei piani omogenei dell'assessore Marson «Monterotondo, Follonica, Elba: la macro-area deve rispettare i confini naturali» PIOMBINO Legambiente non vuole entrare nel merito «della legittimità della decisione dell'amministrazione di Piombino di far parte della Provincia di Grosseto o di altri comuni che stanno facendo altre scelte. Siamo convinti però si spiega che a breve le province saranno superate e si formeranno delle macro - aree». Per Legambiente «le scelte e le spinte locali devono confrontarsi dialetticamente in ambito regionale, sulla base delle ragioni del riassetto amministrativo locale e sulle funzioni assegnate. Incredibile pensare che si tratti di accorpare territori e magari accapigliarsi su quale deve essere la capitale come se si trattasse di un gioco di potere. Occorre sottolinea Legambiente definire i criteri e le competenze per cui si dovrebbero formare nuovi ambiti amministrativi. Ottimo esempio, della definizione dei criteri, è il lavoro che sta facendo la Regione Toscana e in particolare l'assessorato all'urbanistica della Marson. Anche nell'ambito dell'elaborazione del Piano paesaggistico regionale si fanno proposte di ambiti omogenei, elaborati in collaborazione con il Centro interuniversitario di scienze del territorio (che esprime la comunità scientifica delle Università toscane)». «Ambiti omogenei definiti sulla base di geo morfologia dei suoli, risorse comuni (acqua e bacini, sistema dei parchi ) si sottolinea paesaggio, storia e cultura, attività economiche, collegamenti nei trasporti, e altro. Dalle cartine illustrate dall'assessore Marson, in un'assemblea pubblica a Rosignano, la Val di Cornia dovrebbe rimanere compatta e l'area omogenea ideale dovrebbe integrare altri comuni che insistono sulla valle del Cornia come ad esempio Monterotondo, allargarsi alla valle del fiume Pecora come ad esempio Massa Marittima e Follonica e comprendere anche l'Elba». Legambiente crede che « qualsiasi nuovo assetto istituzionale, che si chiami macro - area o altro debba rispettare i confini naturali e culturali del territorio e non dividere le aree omogenee individuate anche nel nuovo piano paesaggistico regionale. Inoltre si prosegue la costruzione dell'ambito territoriale omogeneo o macro - area, cui apparterrà Piombino, non può prescindere dall'unitarietà amministrativa della Val di Cornia, mentre ora appare ridotta a brandelli, sfregiata da progetti separati e schizofrenici. Bisogna anzi recuperare ed estendere quell'esperienza dei piani regolatori d'area. Necessario si conclude in un percorso di comunicazione e partecipazione, organizzato dalla Regione, che indirizzi la discussione fuori dai campanilismi e dalle facili demagogie localistiche e affronti i temi dei criteri e delle competenze amministrative locali»