In mostra i reperti trafugati e ritrovati in Italia e all'estero dalle forze dell'ordineCASTEL SANT'ANGELOIN ESPOSIZIONE BUSTI E TESTE VASI E FRAMMENTI MOSAICI POMPEIANI MARMI COLORATI SARCOFAGI E STATUE ARCHEOLOGIA Teorie di busti e di teste, comunque barbuti, in marmo o in bronzo; vasi e frammenti del grande ceramista Eufronio, a cominciare da quello con dipinta La morte di Sarpedonte; pezzi di mosaico pompeiano che si uniscono, a formare parte della decorazione di una parete: ed erano in tre collezioni e musei diversi degli Stati Uniti; fotografie che rendono l'idea dell'abbondanza dei corredi antichi, per spiegare che il 70 per cento della ceramica attica salvatasi è stato ritrovato nelle tombe etrusche; marmi ancora colorati, come erano in antico; sarcofagi e statue di due metri; Kouroi e Korai, simbolo dell'aristocrazia: tanti reperti recuperati da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, esposti a Castel Sant'Angelo fino al 5 novembre. OGGETTI E STORIE Capolavori dell'archeologia, recuperi, ritrovamenti, confronti, a cura di Maria Grazia Bernardini e Mario Lolli Ghetti (cat. Gangemi) e ordinata dal Centro europeo per il turismo, mostra 80 reperti: per ricontestualizzarli almeno in parte, altri loro simili accompagnano alcuni di quelli riportati a casa. E dietro a ognuno, ci sono storie a volte assai intriganti. Ecco l'Apollino Milani di Firenze, che ritrova la sua testa, ancora dei Barberini; l'immensa Vibia Sabina, restituita da Boston a Tivoli, accanto all'Euterpe di Palombara Sabina, la cui testa è stata rubata due volte: vicino, una foto del Caligola di Nemi, troppo grande e pesante per essere trasportato. Due crateri apuli a volute alti mezzo metro e in argilla, a cavallo tra il IV e III secolo, mostrano i segni del colore: figure e geometrie. E altri cinque crateri apuli sono alti ben un metro e 20: due recuperati negli Usa, dei pittori di Dario e di Baltimora, e tre scavati nell'ipogeo di Canosa «del vaso di Dario». Chi sa, racconta. Il corredo della tomba dei Niobidi, ad Arpi in Puglia, bloccato durante lo scavo clandestino; ne manca solo un cratere, con la Morte di Semele, che è in un museo americano: a Tampa, in Florida. Daniela Rizzo mostra una pelike dipinta da Eufronio: la parte che non c'è è al David and Alfred Smart Museum di Chicago, il resto a Villa Giulia. Da Napoli viene una kylix con Illioupersis: il racconto della guerra troiana, l'uccisione di Priamo e la follia di Cassandra: è l'unica, che si sappia, a narrare quanto è dipinto su un'altra kylixdi Eufronio, che prima di restituire, il Getty aveva comperato a frammenti, in parecchi anni, da venditori diversi; e si «darà il cambio» con il suo celebre Cratere restituito dal Metropolitan ora in mostra. Alla kylix ex Getty mancano ancora fammenti: non la si restaura perché si spera di recuperarli; c'erano tutti quando fu sottratta da Cerveteri. Una sezione mostra dei corredi del simposio, una è dedicata al territorio; al piano superiore, un dipinto di Francesco Cozza, nel 1934 coperto con un altro di minor pregio; però, nel restauro della chiesa di Santa Maria del Carmine, vicino a Palazzo Valentini, Paolo Castellani l'ha scoperto. Quante storie in una mostra sola, assolutamente da vedere e da scoprire.