"Azione popolare. Cittadini per il bene comune" (Einaudi, pp. 218, euro 18), è il titolo del saggio che Salvatore settis, insigne archeologo e storico dell'arte, dedica al diritto di cittadinanza per un'agenda politica che abbia il proprio fondamento nella Costituzione, la quale proclama l'assoluto valore primario del paesaggio o del patrimonio culturale. Interrogandosi sul nostro destino a fronte della dittatura dei mercati e del ricatto del debito pubblico, l'autore sottolinea il valore primario estetico e culturale del paesaggio che non può essere subordinato ad altri valori e si chiede per quale ambiente, quale cultura, quale salute, quale educazione e quale giustizia sociale occorra operare per liberare energie civili sopite nel grembo della società italiana. - Professor settis, quali aspetti rendono "la nostra Costituzione straordinariamente precoce e lungimirante", come lei la definisce? "Prendiamo un esempio concreto: quando la Costituzione fu scritta, non si era ancora sviluppata la cultura ambientalistica oggi a noi così familiare, perciò la parola "ambiente" nella Costituzione del 1948 non c'è. Tuttavia, quando i problemi dei danni ambientali si fecero sempre più gravi e la Corte Costituzionale fu chiamata a pronunciarsi in merito, in una serie di sentenze degli anni 80 la nozione costituzionale di ambiente fu definita facendo convergere l'articolo 9 (sulla tutela del paesaggio) e l'art. 32 (sulla tutela della salute come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività"). In altri termini, la Costituzione già tutelava l'ambiente, anche senza usare la parola". - Come operare perché la Costituzione divenga un manifesto per il futuro? "Credo che la prima cosa da fare sarebbe conoscerla a fondo, leggerla non come un rosario di perle che possono essere staccate l'una dall'altra, bensì come una coerente architettura di principi, in cui il diritto al lavoro, alla cultura, alla salute, alla libertà, alla democrazia si legano l'uno all'altro in modo indissolubile. Solo se faremo così potremo difendere i nostri diritti, difendendo la Costituzione. Perché i diritti, se non li conosci non li difendi. E se non li difendi, li perdi". - Ma da dove partire? "Dalla Costituzione, esercitando il diritto di resistenza rispetto alle azioni di governo che vadano contro la Costituzione e contro i diritti dei cittadini. L "azione popolare" per la Costituzione e per il bene comune non deve sostituirsi alle istituzioni della democrazia rappresentativa, ma tallonarle da presso, con vigile coscienza critica. Affiancarsi ad esse non per soppiantarle, ma per costringerle a funzionare nell'interesse generale. Il cittadino non esaurisce la sua funzione nel momento in cui vota: se no, il significato del voto può essere tradito o addirittura capovolto". 20052013
Il Settis-pensiero. Costituzione e cittadinanza un accordo che resiste
Il libro "Azione popolare. Cittadini per il bene comune" di Salvatore Settis esplora il diritto di cittadinanza e la sua relazione con la Costituzione italiana. L'autore sostiene che la Costituzione è una struttura coerente di principi che tutela i diritti fondamentali degli individui e della collettività. Settis chiede di conoscerla a fondo e di legarla come un'architettura di principi, per difendere i diritti e la Costituzione. L'autore sottolinea l'importanza dell'azione popolare e del cittadino attivo per costringere le istituzioni a funzionare nell'interesse generale.
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