«Tavolo tecnico per il complesso che deve entrare nel polo museale» Un'altra visita a sorpresa in Campania. Il ministro Massimo Bray, ieri, s'è recato prima ai Girolamini. «Una delle più belle biblioteche che abbia mai visto. Il ministero aprirà un tavolo tecnico per fare rinascere la biblioteca e l'intero complesso che deve far parte del polo museale», spiega Bray. Poi si reca a Capodimonte: visita il parco e la galleria dell'Ottocento. «Napoli deve essere legata alla risorsa cultura e deve contribuire culturalmente al rilancio del Paese», spiega e poi chiude: «Dobbiamo portare quanti più giovani a visitare queste meraviglie». NAPOLI Nella galleria dell'Ottocento, da poco allestita nel museo Capodimonte, davanti a un dipinto che ritrae l'altare della Chiesa dei Girolamini, il ministro Massimo Bray si lascia andare a un commento: «Un museo come questo, unico davvero, dovrebbe essere frequentato da centinaia di ragazzi». Lo ripeterà spesso in questa seconda tappa campana del suo tour italiano da ministro con la valigia e mezzi pubblici. I ragazzi, centinaia appunto, ci sono. Tutti all'esterno del museo a tirare calci ad un pallone e al muro di Capodimonte, ormai diventata porta per De Sanctis in erba. All'interno qualche gruppo di stranieri, qualche coppia. Centoquarantamila visitatori nell'ultimo anno. Pochi, davvero pochi, per quello che anche Mario Monti definì «il più bel museo al mondo». È più fortunato questa volta Bray. Non resta a piedi per la vandalizzazione del treno Circum come gli è capitato il primo maggio, mentre si recava in visita, da solo, agli scavi di Pompei. Soprattutto è più attrezzato. Questa volta la visita è più istituzionale seppur a sorpresa. Con lui il segretario generale del ministero dei Beni culturali, Antonella Recchia. Alle 12 e 15 si presenta alla porta del complesso dei Girolamini. Ad accoglierlo, ovviamente avvisato, il conservatore nominato dalla Procura, Mauro Giancaspro direttore della Bilioteca nazionale di Napoli. Arriva poi anche Fabrizio Vona, soprintendente al Polo museale. Il ministro entra nella biblioteca e resta senza parole: per la bellezza e lo scempio che se ne è fatto. Tanto che poi cinguetterà: «Alla biblioteca dei Girolamini personale e dirigenti mi mostrano lo scempio fatto nelle raccolte, ma parlano con passione del lavoro svolto». Questo tweet strappa un sorriso d'orgoglio del personale che si sta occupando della biblioteca che però è ancora sotto sequestro. Poi è la volta della quadreria e ancora della chiesa, non più destinata al culto, perché dice Vona: «Ormai non ci sono neanche più gli Oratoriani». Dura un bel po' la visita del ministro. Esce dal complesso di cui si può ammirare solo la quadreria alle 14. Breve pausa pranzo e poi Capodimonte. Secondo tweet ministeriale: «Visitando il Parco di Capodimonte me ne colpisce una caratteristica: la continuità tra paesaggio, beni artistici e lavoro». È una giornata di sole, di caldo. Il parco è invaso da famiglie, turisti, podisti, ciclisti, ragazzotti a torso nudo e marenna al seguito. Con bimbi e marito c'è anche l'assessora comunale alla Cultura, Antonella Di Nocera. Che incontra il ministro e quindi fa una deviazione al museo con lui. Prima di salire le scale che portano agli ex appartamenti borbonici, Bray parla volentieri della visita ai Girolamini. Annunciando, tra l'altro, che il ministero ha l'intenzione di restituire quel complesso alla città nel più breve tempo possibile, facendo intendere che sarà uno dei luoghi simbolo della politica culturale del nuovo governo. «Ai Girolamini spiega ho visitato una delle più belle biblioteche che abbia mai visto. Colpisce la devastazione, certo. Ma c'è la volontà di portare avanti un progetto grande che riguarda l'intero edificio che deve far parte del polo museale di Napoli». E prosegue: «Mi ha colpito la lapide dedicata a Vico: la razionalità dei comportamenti dovrebbe sempre prevalere. E allora penso che i Girolamini debbano rinascere sia come biblioteca sia come luogo dell'arte. Il ministero attiverà un tavolo tecnico per studiare i tempi e i modi per gestire il complesso al meglio». Tavolo tecnico che si insedierà prima dell'estate e comprenderà il governo, oltre ai Padri della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, presenti nel complesso dei Girolamini dalla fine del '500. Ma ce la può fare lo Stato da solo a gestire questo patrimonio? «Non lo so dice Bray ormai arrivato al secondo piano , sto facendo una ricognizione nel Paese per capire e studiare le emergenze. Dopo spero di riuscire a sensibilizzare l'intero governo sul problema». Varca la soglia della prima stanza della galleria dell'Ottocento, che chiede espressamente di visitare, Gigante, Mancini, Palizzi, lo scrittoio di Carolina, le sedie, i tavoli di marmo. «Sono venuto la prima volta a Capodimonte quando mia figlia aveva dieci anni, oggi ne ha tredici e l'Ottocento non c'era», racconta. «Se riuscissimo a far vedere a più persone, a più ragazzi queste meraviglie. La cultura a Napoli ha una tale tradizione. Ho bellissimi ricordi anche di amici e dell'avvocato Marotta che mi ha ospitato come borsista». Ancora un'altra stanza. «Dobbiamo diffondere l'idea che Napoli deve essere legata alla risorsa cultura e deve contribuire culturalmente al rilancio del Paese». L'assessora Di Nocera si spinge oltre: «In tutto il mondo i musei in parte sono gratis, solo così per i ragazzi diventano delle case aperte. Sono poi le fondazioni private che coprono i costi». «Dobbiamo pensarci, bisogna fare qualcosa», e non si capisce se il ministro lo dica a lei o a se stesso. «Dovremmo diffondere la consapevolezza di quanto abbiamo ancora Bray . Dipende dai governanti crederci in queste meraviglie e poi investire denaro. Un posto come i Girolamini, al centro di Napoli, dovrebbe essere frequentato dagli universitari. Dovremmo avvicinare le persone alla cultura». Non farle fuggire. «Non farle fuggire, è vero». Si conclude la visita e non sarà l'ultima. «La prossima volta andrò alla Biblioteca nazionale di Napoli che ha un grande direttore (Giancaspro, ndr)», chiude il ministro. O quasi, lancia un ultimo cinguettio: «Lascio ora il Museo di Capodimonte, un luogo impareggiabile per la raffinatezza delle opere esposte e per la passione di chi ci lavora». Stavolta alla stazione si fa accompagnare in auto. Non si sa mai.