Sono iniziati i lavori di restauro sul tetto del Cenacolo: «Sarà rifatta la copertura per proteggere l'Ultima cena da infiltrazioni d'acqua e umidità». Una gabbia di metallo per salvare il Cenacolo Via al cantiere di restauro del refettorio Il lavoro sporco a museo chiuso, nei lunedì del riposo di Stato: la visita all'Ultima Cena conserva la sacralità d'un pellegrinaggio e la pace nel refettorio non può essere disturbata. Negli altri giorni, se possibile: piano con le martellate, ché i turisti ascoltano. Il Cenacolo è in cantiere. Edilizia pesante sul tetto delle Grazie. La gru in giardino, i muratori inerpicati sui ponteggi, imbracature, carrucole, moschettoni assicurati ai ganci di sicurezza e ordini, turni e movimenti urlati sui chiostri («Tira!», «lascia!», «sali!»), un impasto di dialetti operai che accompagna le preghiere dei cappuccini. La Soprintendenza ai Beni monumentali ha avviato il primo, importante intervento di restauro dell'edificio dopo la ricostruzione dalle macerie di guerra. La pioggia filtra dalle volte a botte e dalle testate (che, in teoria, sarebbero «a ombrello»). I coppi sono sbrecciati. Vanno rifatti i canali, le converse, i pluviali. L'umidità penetra i muri e minaccia i due capolavori aggrappati alle pareti: l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Crocefissione del Montorfano. Il refettorio ha bisogno di coperture efficienti e d'un cappotto termico: gli operai bresciani e bergamaschi sono in trasferta per questo. Il programma affisso al muro del bookshop dice che ci vorranno 214 mila euro (fondi Arcus) e 150 giorni di lavoro per completare l'operazione e chiudere le falle dell'edificio (ma le piogge di questi giorni hanno già fatto scivolare i tempi in avanti). «La volta è stata ricostruita nel secondo Dopoguerra, secondo tecniche e canoni ormai superati ha spiegato il direttore del museo, Giuseppe Napoleone . I coppi poggiano su una soletta di calcestruzzo e su una lamiera che grava su una lamiera metallica...». Roba vecchia. Il progetto della Soprintendenza prevede il «rifacimento del manto di copertura in tegole di laterizio, con posa di ganci fermacoppi; un pannello coibentato per l'isolamento termico; la realizzazione di un colmo ventilato; la revisione e la sistemazione delle lattonerie in rame; una nuova linea-vita (ancoraggi e cavi in acciaio) per svolgere in sicurezza i futuri interventi di manutenzione». Il cantiere è aperto sette giorni su sette, si attacca presto al mattino e si finisce che è buio (i turisti dovranno convivere con i muratori). Le lavorazioni più rumorose, come detto, saranno limitate al lunedì. «In questa prima fase indica il soprintendente Alberto Artioli le ditte stanno allestendo una copertura supplementare di garanzia». È una gabbia di tubolari e lamiere metalliche. Un coperchio sul refettorio, o meglio: una custodia. A guardarli dal basso, mentre passeggiano sul tetto, gli operai del Cenacolo ricordano gli uomini volanti di un circo. Stanno applicando una «seconda pelle funzionale» al refettorio dell'Ultima Cena: due pareti ai lati, una capriata triangolare in testa, reti di salvataggio e sottoponti di sicurezza. Un skyline provvisorio sul profilo di Santa Maria delle Grazie. La fase due partirà in estate: «Dobbiamo fermare alcune piccole infiltrazioni avvistate nelle murature, prima che intacchino gli elementi pittorici dell'Ultima Cena e della Crocifissione». Per il nuovo tetto del Cenacolo saranno utilizzati pannelli coibentati continui (lunghi come tutta la falda, da colmo a canale) che facciano da scudo alla pioggia, migliorino l'isolamento termico e garantiscano un microclima stabile nella sala museale: «Temperature costanti e aria sana rallentano il naturale processo d'invecchiamento del dipinto». L'Ultima Cena è stata disegnata da Leonardo a partire dal 1497. Si è miracolosamente salvata dalle bombe del 1943. È stata restaurata in ventun'anni di fatiche da Pinin Brambilla Barcilon. È un capolavoro sciupato, delicato, sensibile. Si degrada, non sopporta la polvere, figurarsi l'umidità.
Milano. Copertura per il Cenacolo
I lavori di restauro sul tetto del Cenacolo di Leonardo da Vinci sono iniziati. La copertura del refettorio è stata danneggiata dalle piogge e l'umidità minaccia i due capolavori pittorici dell'Ultima Cena e della Crocefissione. I muratori e gli operai stanno applicando una seconda pelle funzionale al refettorio, con pareti ai lati, una capriata triangolare in testa e reti di salvataggio. Il progetto prevede il rifacimento del manto di copertura in tegole di laterizio, con posa di ganci fermacoppi e isolamento termico. Il cantiere è aperto sette giorni su sette e gli operai stanno lavorando per 150 giorni per completare l'operazione.
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