«Porto l'arte italiana a New York» Il presidente Agnese parla dei prossimi impegni della Quadriennale Mentre alla Gnam sono in mostra le opere della XIV edizione Terza tappa della Quadriennale. Dopo le Anteprime di Torino e Napoli, la mostra ritorna nella sua città, con un evento che si divide, o forse ancora meglio che si sviluppa, in tre mostre. Retrospettive, Fuori Tema, Italian Feeling. Ne abbiamo parlato con Gino Agnese, che della Fondazione della Quadriennale è il presidente dal 2002. H presidente ci accoglie nella nuova sede, la splendida Villa Carpegna, una delle più importanti ville romane del periodo tra barocco e rococò, il cui nome proviene dal cardinale Gaspare di Carpegna, uno dei massimi collezionisti del tempo, che volle edificarla." La Quadriennale, notoriamente realizzata al Palazzo delle Esposizioni, in questa occasione invece ha preso il largo verso altre destinazioni, Torino e Napoli, negli scorsi anni, per poi realizzare il lavoro conclusivo all'interno degli spazi della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. «Sono stato aiutato - spiega Agnese - dalla buona fortuna. Quando era il momento di realizzare la mostra, per me la prima edizione, il Palazzo delle Esposizioni era in ristrutturazione. Sono contrario ai rinvii. Ho pensato allora che, non potendola fare nel luogo deputato, si potesse farla fuori. Non è la prima volta. Allora abbiamo deciso insieme al consiglio di esportarla in due città importanti d'Italia. Torino e Napoli. Torino in verità sostituisce Milano che all'inizio era stata prescelta ma che non poteva fornire spazi adeguati. Una scelta comunque fortunata visto che Torino si è dimostrata una città molto attiva artisticamente. Napoli invece è stata subito prescelta, in quanto, in questo momento è la città del sud culturalmente più interessante». Dopo le due anteprime, nelle quali sono stati presentati artisti giovani del nord e del sud, questa edizione imponente a Roma, Cosa si intende raccontare in questa mostra romana? «Questa mostra ha tre appeal. Il primo è la partecipazione di artisti stranieri. La Quadriennale è una fondazione che opera per i giovani artisti italiani e per la divulgazione dell'arte italiana all'estero. In questo caso invece abbiamo anche voluto invitare pochi, solo dieci, artisti stranieri che in qualche maniera sono collegati affettivamente al nostro paese. Non necessariamente vivono qui, ma hanno per il nostro paese un grande amore. Artisti stranieri molto conosciuti ma non scontati. Poi abbiamo due grandi omaggi al passato. Alla prima Quadriennale, e poi a quella del dopoguerra. Due mostre storiche con opere di indubbia bellezza. Basti pensare che abbiamo un'opera di Balla, La sedia dell'uomo strano, acquistato da poco dalla Banca d'Italia, che è stato visto pochissime volte. Ed infine il terzo appeal è costituito dai cento artisti presenti nella mostra dal titolo Fuori Tema. Cento artisti italiani, uno sguardo che attraversa tutte le generazioni, da Maria Lai fino ai più giovani». Un numero corposo di opere presenti in mostra. «Abbiamo realizzato una mostra a misura dello spettatore. Abbiamo cercato di capire, attraverso le esperienze curatoriali di tutti i consiglieri, quanto tempo di media una persona può impiegare per visitare una mostra. E non annoiarsi. Abbiamo inteso che un'ora e mezzo-due era il tempo giusto. Lo stesso che ci vuole per vedere questa mostra». Questa Quadriennale si fregia anche di un importante segno di distinzione, il francobollo. «La Quadriennale in poco più di due anni ha realizzato due mostre, anzi con questa tre, un convegno, ha pubblicato tre libri. Ora ha anche un francobollo, tra l'altro disegnato proprio da me: sono tutti segni di un lavoro che stiamo realizzando con grande impegno. Abbiamo fatto una richiesta al Ministero, per il francobollo. E' un segno importante. Il ministro Gasparri ha gentilmente accettato. Un francobollo da 0,45 euro. Solo la Biennale lo ha avuto, ma in tempi remoti. Un'ultima cosa, ma molto importante. Durante questa edizione della Quadriennale verranno assegnati tre premi. Uno alla carriera, uno che si chiama premio alla Quadriennale, e poi un premio ad un giovane artista, (il riconoscimento alla carriera è andato a Mimmo Rotella, il Gran premio della Quadriennale a Nicola de Maria, A Francesco Vezzoli e Pietro Roccaslava i premi dei giovani, ndr)». Finita questa avventura quali progetti ha per il futuro della Quadriennale? «La Quadriennale ha anche il compito di esportare l'arte italiana nel mondo. Stiamo già lavorando a questo e per questo. In progetto, anzi in cantiere una serie di mostre. Una probabilmente a New York. Per far conoscere meglio i nostri artisti».
Quadriennale. Gino Agnese: Prossima tappa New York
La Fondazione della Quadriennale, guidata dal presidente Gino Agnese, ha realizzato la sua ultima edizione a Roma, con una mostra che si divide in tre temi: artisti stranieri, omaggi al passato e artisti italiani. La mostra ha presentato opere di artisti italiani e stranieri, tra cui Balla e Maria Lai, e ha anche assegnato tre premi. La Quadriennale ha anche il compito di esportare l'arte italiana nel mondo e sta lavorando a progetti per mostre future, tra cui una a New York. La mostra è stata realizzata nella nuova sede della Quadriennale, la Villa Carpegna, e ha ricevuto il francobollo, un segno di distinzione. La Fondazione ha anche pubblicato tre libri e ha organizzato un convegno.
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