Visita agli spazi restituiti alla ricerca e alla consultazione per un patrimonio che il mondo ci invidia Una studentessa cinese del Politecnico di Zurigo la prima a usufruire delle nuove sale sede dell'Archivio Carlo Scarpa. Ora si pensa a un «deposito aperto» dei tesori nascosti La torre di sudest di Castelvecchio, appena inaugurata, è la terza delle sette che così sono pienamente disponibili per il museo: il prossimo a essere restaurata sarà il mastio, di cui oggi sono aperti solo i prini tre seio sette piani. La torre di sudest ospita l'archivio veronese di Carlo Scarpa: 2.000 disegni dell'architetto veneziano che riallestì Casttelecchio raccolti dal 1964 ad oggi. L'altro grande archivio, con cui quello veronese dialoga strettamente, è il Centro Carlo Scarpa all'Archivio di Stato di Treviso, che contiene la maggioranza dei documenti del lavoro di Scarpa, circa 30.000, acquisiti dal ministero Beni Culturali, per il MAXXI di Roma, ma depositati nel Veneto. Nella nuova torre avrà anche sistemazione l' archivio dei disegni tecnici della Direzione comunale musei e monumenti. Avviato nell'agosto 2011, il restauro è stato veloce: scadevano infatti i tempi previsti dal finanziamento congiunto della Regione e del Comune. Grazie alla legge regionale per la conoscenza e la valorizzazione dell'opera di Carlo Scarpa, il Veneto ha contribuito con 352mila euro, sul costo complessivo di 656mila. Si è ridato così agibilità a questa parte del castello, abbandonata dal secondo dopoguerra. Il restauro di Scarpa (1958 -1974) rimase infatti incompiuto: aveva riguardato tutto il complesso, ma non le torri, né i camminamenti che le collegano. Il restauro della torre si è ispirato alla lezione di Carlo Scarpa, ponendosi in relazione simmetrica con l'altra torre, quella di nordest, restaurata nel 1996 dagli Amici di Castelvecchio, di cui era allora presidente Giacomo Galtarossa, di cui riproduce molti elementi costruttivi: le nuove scale in acciaio, le botole di collegamento ai piani, i nuovi serramenti. L'impresa è merito della collaborazione del team formato da Alba Di Lieto del coordinamento Direzione musei d'arte e monumenti per la parte architettonica artistica con Sergio Menon e Viviana Tagetto del coordinamento Edilizia monumentale del Comune, e con l'importante contributo degli Amici di Castelvecchio nella persona di Maurizio Cossato, che, fra l'altro, ha messo a punto con Menon sistemi di consolidamento che fungono anche da prevenzione antisismica. Oltre al consolidamento dei solai e delle murature, la pulizia e il rafforzamento dei paramenti murari esterni (sono stati spazzolati e riparati uno per uno i mattoni, per cui la torre ora ha un bel colore rosato), si è proceduto alla ripulitura e restauro dei decori novecenteschi, voluti da Antonio Avena «in stile medievale», come il camino decorato al piano terzo, e di quelli antichi, le finestre strombate e il poggiolo per le guardie, tutto chiuso in legno che circonda due lati della torre, fino al complesso consolidamento statico, usando anche fibre di carbonio, secondo tecnologie d'avanguardia. Lavorare in queste sale è emozionante. Oltre agli addetti all'Archivio Scarpa, le ha inaugurate una studentessa cinese dal Politecnico di Zurigo, venuta a studiare il Fondo Scarazzai sulla sede della Banca Popolare, ultima donazione giunta ad arricchire i depositi. Si appassiona Alba Di Lieto, la nuova signora della torre, responsabile dell'Archivio Scarpa: «Come nel Nome della Rosa di Umberto Eco la torre della biblioteca brucia e poi rinasce, così anche noi vogliamo ripartire rilanciando la nostra eredità culturale scarpiana e costruire un nuovo futuro da questa torre, rinata dalle sue ceneri». E già è iniziato il pellegrinaggio di studiosi da tutto il mondo, richiamati dalla fama di Scarpa e di questo «suo» museo, che ora nelle nuove sale possono essere ricevuta con facilità di accoglienza e di consultazione. L'intervento conservativo sulla torre sudest fa parte di un disegno organico che comprende il recupero, avvenuto nel 2007, della torre dell'orologio, che ospita la statua equestre di Mastino della Scala, con i camminamenti e il giardino pensile, la messa a norma del museo nel 2007, e la nuova scala di sicurezza nel 2011. Lavori, questi ultimi, seguiti da Pino Tommasi con Maurizio Cossato, in collaborazione con il settore Edilizia monumentale del Comune. In futuro è la torre del mastio ad attendere restauri: sono aperti il primo piano, restaurato da Scarpa, e il secondo, da Arrigo Rudi, che contengono campane storiche e la collezione d'armi; i piani superiori diventeranno un «deposito aperto» dove conservare, ma in vista, tutti i reperti che non sono in esposizione permanente. Su, fino agli antichi muri dell'ultima sala, dove gli Scaligeri hanno messo la firma: Antonio e Bartolomeo della Scala, 1387. Tutto ciò grazie ai sogni e alla tenacia degli ingegneri e alla dedizione, capacità di persuasione e di mediazione e lungimiranza delle signore del castello, in primis Paola Marini.
CASTELVECCHIO. Una torre tira l'altra e adesso si progetta il restauro del mastio
La torre di sudest di Castelvecchio, appena inaugurata, è la terza delle sette torri del castello a essere pienamente disponibile per il museo. L'archivio veronese di Carlo Scarpa, che ospita 2.000 disegni dell'architetto veneziano, è stato restaurato grazie a un finanziamento congiunto della Regione e del Comune. Il restauro è stato veloce e ha riguardato la pulizia e il rafforzamento dei paramenti murari esterni, la ripulitura e restauro dei decori novecenteschi e la consolidamento statico. La torre ospita anche l'archivio dei disegni tecnici della Direzione comunale musei e monumenti.
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