La direttrice «Il risveglio economico passa attraverso processi culturali» Carlentini. Un avvenimento eccezionale tiene desta l'attenzione degli appassionati di archeologia. Dopo tante attese e incertezze viene resa fruibile l'area archeologica di Leontinoi. Grazie al corale impegno dell'assessorato regionale ai Beni culturali, della direttrice delle aree archeologiche e del Comune di Carlentini, si è arrivati all'epilogo di una vicenda trascinata per diversi decenni e la cui conclusione positiva sembrava un miraggio. A riaccendere la scintilla della speranza per il rilancio di Leontinoi, che potrebbe diventare il centro propulsore delle iniziative culturali del comprensorio, ha contribuito la realizzazione nell'area demanializzata di una fossa settica, un impianto di illuminazione e altri accorgimenti necessari per sancire l'agibilità del sito. C'è di più: la direttrice delle aree archeologiche Maria Musumeci ha programmato di distaccare al parco proprio personale per garantirne la fruizione quotidiana ai visitatori. La riapertura oggi della zona archeologica avverrà alla presenza dell'assessore regionale ai Beni culturali Maria Rita Sgarlata, che sarà accompagnata dal direttore generale Sergio Gelardi. E' stato lanciato un appello ai Sindaci di Lentini e Carlentini di instaurare una fattiva collaborazione, affinché si possano aprire scelte importanti per il futuro di Leontinoi, anche sulla scorta dei piano di finanziamenti europei, all'interno dei quali sono previsti bandi per la valorizzazione dei beni culturali. «Il risveglio anche economico di una comunità - ha sottolineato la direttrice delle aree archeologiche Maria Musumeci - passa attraverso processi culturali e di valorizzazione del territorio di grande respiro e dalla sinergia concreta di tutte le forze in campo, ognuno, ovviamente per le proprie competenze». La notizia della riapertura della zona archeologica ha fatto ritornare il sereno tra i molti appassionati del settore che temevano tempi lunghi per rendere fruibile quello che viene considerato il fiore all'occhiello delle testimonianze archeologiche di questa zona nord della provincia di Siracusa. GAETANO GIMMILLARO 19052013