La Villa Reale di Monza tornerà ad antico splendore dopo anni d'abbandono. La restaura una società privata aggiudicataria della gara indetta dalla Regione Lombardia, proprietaria della villa, e dal 2014 ospiterà mostre ed eventi: attività lucrative sulla cui qualità vigileranno esperti. Buona notizia per chiunque, non solo lombardo, abbia a cuore il patrimonio monumentale italiano. Due anni fa all'ammirazione del mondo era stata restituita la secentesca Venaria Reale presso Torino, ancor più fastosa e ricca d'arte. Decisamente i lasciti architettonici della dinastia sabauda hanno maggior fortuna di quelli della dinastia borbonica. L'Unità d'Italia l'hanno fatta i Savoia, d'accordo, ma gli sconfitti Borbone quanto a meriti edilizi non erano da meno. Anzi. Eppure tocca leggere con dolore del degrado della Reggia di Caserta, non inferiore a Versailles, e del suo immenso parco. Ci sono pochi soldi per questo tesoro mirabile; ma basterebbero buona volontà e attenzione contro sciatterie di gestione, usi impropri, vandalismi vari. Che dire poi della Real Tenuta di Carditello, finita in proprietà di istituti in fallimento, esposta al rovinio e avviata a incerto destino attraverso un'asta. S'avvia il «Maggio dei Monumenti»: penso al complesso che si ergeva alla vista di quanti entrassero in Napoli dall'Appia, l'Albergo che i sovrani napoletani vollero non per loro piaceri, ma per i poveri del Regno. Migliaia di vani, chilometri di corridoi, ettari di cortili. Cittadella nella città, fruita oggi in minima parte. Potrebbero concentrarvisi attività molteplici, con scelte oculate e conseguenti progetti. Sui quali sollecitare finanziamenti nazionali ed europei, nonché privati. Conservano giacimenti inesauribili di beni artistici quelle che furono città e contrade del Regno delle Due Sicilie. Ricchezze sprecate, o lasciate deperire (come Pompei). Leggo di burocrazie che ostacolano il recupero delle cattedrali barocche di Val di Noto. A Napoli almeno sessanta antiche chiese sono in abbandono, alcune murate per ostacolare furti e vandalismi. Sabato scorso nel Teatro di Corte c'è stata l'assemblea dell'Associazione che riunisce i proprietari di Dimore Storiche: privilegiati dal vivere in alcune delle quarantamila antiche residenze italiane, ma benemeriti quando operano, tra tasse, vincoli e indifferenza di pubblici poteri, per tutelarne i pregi che contribuiscono all'identità di tanti paesaggi urbani. Il sindaco di Napoli de Magistris questa settimana è andato a Roma. Somigliano, codesti suoi pellegrinaggi, a quelli del «frate cercante» spedito dal convento a sollecitare altrui generosità. Stavolta affrontava nodi ingarbugliati: Bagnoli sequestrata, multe europee per i rifiuti, prolungamento della metropolitana. Leggo che dal ministro della Difesa pretende sia trasferito al Comune il Molo San Vincenzo. Spero gli venga negato. Quando su qualcosa s'allunga la mano municipale, il degrado è assicurato. Qualche esempio? La Villa comunale (compresi il gazebo e l'ex Circolo della Stampa), Monte Echia, i parchi pubblici, il centro storico. E Bagnoli, appunto!
Splendori offuscati
La Regione Lombardia ha aggiudicato la restaurazione della Villa Reale di Monza a una società privata. La villa tornerà ad antico splendore dopo anni d'abbandono. La Reggia di Caserta, non inferiore a Versailles, è in cattivo stato di degrado. Il Maggio dei Monumenti si avvia, con l'obiettivo di promuovere la conservazione dei monumenti italiani. La Real Tenuta di Carditello è stata esposta al rovinio e avviata a incerto destino attraverso un'asta. Alcune città italiane, come Napoli, hanno problemi di abbandono e degrado di monumenti e edifici storici. L'Associazione dei proprietari di Dimore Storiche ha chiesto di tutelare i pregi di questi edifici.
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