Super affollati durante tutto il weekend i sei luoghi della città aperti al pubblico per la diciottesima giornata «Fai di primavera». Venticinquemila i visitatori che hanno colto l'occasione offerta dal Fondo italiano per l'ambiente: beni eccezionalmente aperti al pubblico a ingresso gratuito. E l'ampia partecipazione è stata un'ulteriore conferma del successo riscosso nelle precedenti edizioni. A Milano il bene più apprezzato e stato Villa Arconati a Castellazzo dì Bollate con più di 8mila presenze tra sabato e domenica. Di origine secentesca fu acquistata e abbellita all'inizio del diciassettesimo secolo da Galeazza Aiconati, che le fece meritare la denominazione di «platinum», arricchendola in arte e natura, dando forma a un giardino movimentato da fontane ingegnosi giochi d'acqua. Nella villa oggi si possono anche ammirare affreschi allegorici e mitologici realizzati dai fratelli Galliari, scenografi del Teatro alla Scala. Record di affluenza anche al grattacielo Pirelli, che nella sola giornata di domenica ha fatto il tutto' esaurito con più dì 4mila prenotazioni. A fare gli onori di casa al Pirel-lone, attuale sede della Regione Lombardia, c'era anche il governatore Formigoni, che ha mostrato al pubblico il suo "modesto" ufficio. Trentun piani di edifìcio in 127 metri d'altezza su una base esagonale che rende leggero anche un edificio di tale imponenza. Tra le altre chicche della città aperte grazie al Fai anche Palazzo Litta Visconti Arese. Un biscione di gente in coda lungo tutto corso Magenta ha fatto da testimone. Tanta gente anche in via Manin 23, in visita a Palazzo Francesco Melzi d'Eril, oggi sede della Fondazione Cariplo. Un'opera che risale al Settecento, e prese il nome da colui che l'abitò, il vice presidente della napoleonica repubblica italiana nel 1802, Francesco Melzi d'Eril. Presi d'assalto infine anche la nuova sede de «II sole 24 ore», firmata Renzo Piano Building Workshop, e Palazzo Techint, occupato nel secolo scorso dalla storica fabbrica di automobili Isotta Fraschini.