Il ministro al Salone del libro: "Abbiamo davvero poche risorse. Tutto questo deve cambiare, vi assicuro che è il mio impegno e lo farò con passione" "Mi batterò per trovare i soldi". Sebbene il ministero "abbia risorse bassissime". Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, inaugurando il Salone del Libro. Ressa al Salone per la prima visita, durante l'inaugurazione, del neoministro alla Cultura Massimo Braj. Circondato da decine di uomini delle forze dell'ordine che lo scortavano per proteggerlo dall'assalto dei media, e accompagnato da Vittorio Sgarbi e dalle autorità tra cui il sindaco Piero Fassino e il governatore del Piemonte Roberto Cota, ha glissato molte domande dei cronisti. "Ho ancora visto poco del Salone, sono un po' frastornato" ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sull'evento. E, alla domanda su come farà a trovare le risorse per la cultura, ha aggiunto: "E' ancora presto per dirlo, sono ministro da poco, prima devo pensare, prima di parlare devo capire". "Ho molto apprezzato - ha detto - che il presidente Letta abbia detto che non ci saranno più tagli alla cultura. Ci sarebbe voluto solo quello, mi veniva da dire". "Il ministero ha davvero delle risorse bassissime - ha spiegato - per affrontare, per esempio, un'emergenza, che può avvenire nel nostro straordinario patrimonio artistico, ma ha anche pochi soldi per aiutare i piccoli editori, le nuove generazioni da avvicinare al libro". "Tutto questo - si è impegnato Bray - deve cambiare, vi assicuro che è il mio impegno e lo farò con passione. Questo deve cambiare perchè ne ha bisogno il paese. Io lo vedo in bianco e nero, vorrei che tornasse ad essere a colori, vorrei ridare speranza ai giovani". 'Il progetto a cui vorrei legare il mio impegno è rilanciare la cultura in Italia, che deve essere elemento fondamentale del cambiamento, il volano della ripresa economica ma soprattutto elemento fondante della necessità di ricostruire il nostro Paese", lo ha detto nel suo intervento il ministro ai Beni Culturali Massimo Bray. "E in questa prospettiva - ha aggiunto - il libro credo sia uno dei più importanti beni comuni che abbiamo, che va tutelato, valorizzato e difeso. Se questo mio impegno avrà successo sarà un compito importante ad ampio raggio per il mondo della politica e delle istituzioni ed è un compito nel quale sento davvero il dovere di impegnarmi". Per il ministro Bray, "una cosa che non abbiamo saputo fare in questi anni rispetto alla cultura è stato quella di ascoltare il grido di allarme, che arrivava da tutti coloro che lavorano nel mondo del cinema e dell'editoria. Un grido di dolore - ha aggiunto - perché la produzione è di altissima qualità ma noi non abbiamo saputo dare risposte, anzi". Alle 14.50 il ministro Bray ha lasciato il Salone per andare a pranzo all'hotel Meridien. Prima di lasciare i padiglioni ha visitato gli stand della Treccani (dove è stato direttore fino a pochi giorni fa) e dei cioccolatieri piemontesi. Bray non ha voluto commentare i temi di attualità politica e alla domanda su dove troverà i fondi per difendere le istituzioni culturali italiane ha risposto che "prima di dare risposte è necessario che mi faccia un quadro completo della situazione". (16 maggio 2013)
Bray: mi batterò per trovare soldi per la cultura
Il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, ha inaugurato il Salone del Libro e ha affermato che il ministero ha "risorse bassissime" per affrontare le emergenze culturali e per aiutare i piccoli editori. Ha detto di voler "rilanciare la cultura in Italia" e di lavorare per trovare i soldi per difendere le istituzioni culturali. Bray ha anche affermato di voler ascoltare il grido di allarme dei lavoratori del mondo del cinema e dell'editoria. Ha visitato gli stand della Treccani e dei cioccolatieri piemontesi prima di andare a pranzo. Il ministro ha detto di voler "cambiare" il sistema culturale italiano e di lavorare per ridare speranza ai giovani.
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