EDITORIA. Il ministro inaugura il salone di Torino definendo l'industria del libro «bene comune nazionale da difendere» «Il ministero è senza fondi Questo deve finire E-book e carta? Non sono in concorrenza» La cultura? «Deve essere modello per rilanciare questo Paese» ha detto il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Massimo Bray all'inaugurazione del salone internazionale del libro a Torino, edizione numero 26, sottolineando l'importanza dell'editoria per lo sviluppo. «Anche la politica dovrà fare la sua parte, nella consapevolezza della centralità strategica del sistema editoriale per la cultura italiana», ha spiegato il ministro. «Il progetto al quale ho voluto legare il mio impegno istituzionale è quello di un rilancio della cultura che sia motore del cambiamento politico, volano per la ripresa economica, ma anche e soprattutto elemento fondante della necessità di ricostruire il nostro Paese». In questa prospettiva, «l'editoria è un bene comune che va tutelato e valorizzato al pari degli altri beni culturali, anche in chiave occupazionale: questo dovrà essere e sarà un compito importante, per politica e istituzioni, ed è un compito nel quale sento il dovere, come ministro, di impegnarmi personalmente. Ho apprezzato che il presidente del Consiglio Enrico Letta abbia detto che non ci saranno più tagli alla cultura», ha sottolineato Bray. «Il ministero dei Beni Culturali è privo di risorse: sono bassissime per affrontare le emergenze e ci sono pochi soldi per aiutare i piccoli editori e le nuove generazioni ad avvicinarsi al libro. Tutto questo deve cambiare», ha spiegato il ministro. «A volte vedo questo Paese in bianco e nero e vorrei tornasse a essere a colori, vorrei ridare speranza ai giovani». Bray ha poi spiegato, citando una delle prime lettere a Lucilio di Seneca, che «nell'era della sovrainformazione, dell'eccesso di notizie, di nozioni e di stimoli diviene fondamentale recuperare la lettura concentrata, continuativa e critica di un testo nella forma di un libro, che sia volume di carta o ebook, ma un libro. Il ruolo dell'editore», per Bray, «sarà decisivo nel passaggio dall'editoria cartacea a quella digitale: una transizione di cui è difficile prefigurare le proporzioni». I libri di carta «continueranno a essere prodotti e a circolare, ma non sappiamo se le due tipologie sono destinate a convivere. Quello che è certo è che non dobbiamo difendere una o l'altra, ma cogliere la potenzialità di entrambe. La tecnologia può allontanare, ma anche avvicinare al libro, moltiplicandone la circolazione sui diversi supporti. La sfida è quella che è stata fatta propria in questi anni dall'Istituto della Enciclopedia Italiana», dice il ministro, che ha diretto la Treccani e frequenta da anni il salone.
Bray ribadisce Letta: Basta tagli alla cultura
Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Massimo Bray, ha inaugurato il salone internazionale del libro a Torino, sottolineando l'importanza dell'editoria per lo sviluppo del Paese. Ha definito l'industria del libro come bene comune da difendere e valorizzare. Il ministero è privo di risorse, ma Bray ha detto che deve cambiare. Ha anche sottolineato l'importanza della lettura concentrata e critica di un testo, sia in forma di libro di carta che di ebook. Il ruolo dell'editore sarà decisivo nel passaggio dall'editoria cartacea a quella digitale. Bray ha anche citato la sfida dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, che ha diretto la Treccani.
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