La scheda Ecco l'ultimo bilancio della Fondazione Carisbo. Cultura (4 milioni) e sociale (2,3) i settori più finanziati UN FIUME di denaro che con gli anni si è ristretto sempre di più. Questa la fotografia dei contributi che la Fondazione Carisbo eroga annualmente in città. E il motivo è semplice: legata com'è al destino della sua banca di riferimento, Intesa Sanpaolo, la Fondazione di Palazzo Saraceni ha incassato dividendi sempre meno generosi. Così si è assottigliato anche l'assegno staccato annualmente per sostenere la cultura e il welfare cittadino. Nel 2012, l'ente ora guidato da Leone Sibani, che poche settimane fa ha preso il posto di Fabio Roversi Monaco, ha distribuito sotto le Due Torri oltre nove milioni di contributi. I settori sono quelli storici finanziati dall'ente: sociale (2,3 milioni), ricerca scientifica (1,2 milioni), ambiente (1 milione) e soprattutto arte e i beni culturali (4 milioni, distribuiti tra una quarantina di soggetti diversi, dal Comune al Festival del jazz, dalla Soprintendenza al Festival del cinema di Porretta), più una serie di piccoli contributi sparsi tra istruzione, edilizia popolare e sport. Assegni lontani dal record del 2007 l'ultimo anno prima della crisi dei mercati quando la Fondazione distribuì in città oltre 62 milioni. Da allora l'ente, pur navigando in acque agitate, tra crisi finanziarie e taglio di dividendi bancari, non ha mai fatto mancare il suo sostegno. Anche a costo di qualche sacrificio. Nell'ultimo bilancio, approvato dall'assemblea dei 100 soci "a vita", ad esempio, emerge lo sforzo di Palazzo Saraceni per tenere i conti in ordine. Nel corso del 2012, per far fronte, si legge nel bilancio, «alle esigenze di liquidità», la Carisbo ha venduto una serie di obbligazioni e partecipazioni in fondi immobiliari. Cedendo anche le pregiate azioni possedute nel fondo F2i di Vito Gamberale, diventato nel frattempo socio di minoranza dell'aeroporto Marconi. Sforzi grazie ai quali la Fondazione è riuscita a chiudere l'ultimo anno con un utile netto di 3,7 milioni di euro, con debiti in calo da 175 a 159 milioni e un patrimonio in crescita. Quanto ai dividendi, tra la "casa madre" Intesa Sanpaolo e fondi d'investimento, sono stati incassati 17,5 milioni. E una cifra simile arriverà anche quest'anno (visto che la banca ha riconfermato la distribuzione degli utili ai soci). Non solo. L'artista Luigi Ontani ha già comunicato ai soci che donerà una parte consistente delle sue opere alla Fondazione. Quadri e sculture saranno collocate nel futuro museo all'interno della Rocchetta Mattei. Dai conti emerge anche la crisi della Società produttori sementi, una delle aziende della "galassia Carisbo" che chiude con un rosso di quasi due milioni, che si somma al buco del 2011 di altri 9,2 milioni. In due anni, l'azienda ha quindi "bruciato" oltre 11 milioni. Per risanare la società ora è stato scelto l'industriale Gianluigi Baccolini, ma non è esclusa, si legge nel bilancio, una «possibile dismissione parziale o totale» dell'azienda.
BOLOGNA - Così si sono ridotti i contributi per la città dai 62 milioni del 2007 ai nove del 2012
La Fondazione Carisbo ha pubblicato il suo ultimo bilancio. I contributi per la cultura e il sociale sono stati ridotti, passando da 9 milioni a 4 e 2,3 milioni rispettivamente. La Fondazione ha incassato dividendi di 17,5 milioni, ma la banca di riferimento, Intesa Sanpaolo, ha ridotto i dividendi. La Fondazione ha anche venduto obbligazioni e partecipazioni per tenere i conti in ordine. Il patrimonio della Fondazione è in crescita, ma la società produttori sementi chiude con un rosso di quasi due milioni. L'azienda è stata scelta un nuovo amministratore, Gianluigi Baccolini, per risanarla.
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